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Torna Miveg a Milano: due giorni di festival vegan tra cibo, santuari e attivismo

Il mondo che vorremmo è ancora lontano, ma ogni volta che qualcuno sceglie di prendersi cura invece di sfruttare, di liberare invece di imprigionare, diventa un po' più reale
Torna Miveg a Milano: due giorni di festival vegan tra cibo, santuari e attivismo
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di Roberta Parazzani

Il 24 e 25 ottobre torna Miveg, l’undicesima edizione del festival vegan più importante d’Italia che mette insieme liberazione animale, cultura, attivismo, buon cibo e voglia di stare insieme.

C’è chi arriva per una conferenza, chi per incontrare la Rete dei Santuari o le tante altre associazioni presenti, chi per curiosare tra gli stand e chi, diciamolo, ha già in mente cosa mangiare prima di varcare l’ingresso. A Miveg c’è posto per tutti. Ed è proprio questo il bello: persone diverse, interessi diversi, un’occasione per incontrarsi, scoprire qualcosa di nuovo e tornare a casa con qualche certezza in meno e qualche idea in più.

Miveg torna con un messaggio che è anche una dichiarazione d’intenti: “Un altro mondo è già qui”.
Non si tratta soltanto di immaginare un futuro migliore, ma di mostrare quello che esiste già. Santuari, associazioni, attiviste e attivisti, imprese e progetti che ogni giorno costruiscono relazioni diverse con gli altri animali e con il pianeta. Un mondo di cui la Rete dei Santuari di Animali Liberi è parte concreta, attraverso luoghi in cui gli animali sottratti allo sfruttamento possono finalmente vivere per se stessi. Per due giorni tutto questo si incontra, si racconta e, perché no, fa festa.

Miveg, del resto, non nasce intorno al veganismo inteso soltanto come scelta alimentare, ma alla liberazione animale. Per questo conferenze e workshop sono una parte centrale del festival. Oltre 40 appuntamenti dedicati all’antispecismo e alla condizione degli animali, ma anche incontri che incrociano ambiente, società, diritti e attivismo. Accanto alle conferenze avremo momenti più pratici e partecipativi, perché Miveg deve essere anche un posto dove si sperimenta e si impara qualcosa.

Cerchiamo ogni anno di tenere insieme approfondimento e divulgazione: parlare a chi è già dentro questi temi da anni senza dimenticare chi entra a Miveg per curiosità e incontra certe questioni per la prima volta. Se riusciamo a far dialogare queste due persone, abbiamo già fatto una cosa importante.

Ma tra una riflessione e l’altra ci sarà parecchio da fare. E soprattutto da assaggiare. Il cibo sarà ancora una volta uno dei grandi protagonisti, con un’offerta capace di mettere in difficoltà anche le persone più decise. Lasagne, fritti, polenta, panini, pizza, pita, sushi, dolci e tante altre proposte: il vero problema sarà trovare abbastanza spazio nello stomaco.

Anche quest’anno, ogni corner gastronomico gestito dai volontari Miveg sarà legato a una famiglia di animali del santuario Porcikomodi di Vitadacani. Un modo per ricordare che dietro ogni scelta alimentare ci sono delle vite.

Torna anche il Tattoo Circus, dove tatuatrici e tatuatori metteranno a disposizione i propri flash per sostenere i 150 animali del gregge di Porcikomodi. Ci si porta a casa un tatuaggio e, contemporaneamente, si contribuisce a pagare fieno, cibo e cure veterinarie. Un segno sulla pelle che lascia un segno anche altrove.

E poi ci sono gli oltre 150 stand di associazioni, santuari, artigiani, aziende e progetti provenienti da tutta Italia. Un grande spazio da esplorare, tra prodotti, idee, incontri e storie. Ovviamente ci saranno anche i santuari della Rete, luoghi di resistenza e cambiamento che mettono al centro gli animali e il loro diritto a vivere liberi. Perché Miveg è anche il piacere di fermarsi a parlare, scoprire qualcosa che non si conosceva e incontrare persone con cui magari nasceranno collaborazioni destinate a durare ben oltre il festival.

Tutto questo è possibile grazie a una grande squadra di volontarie e volontari che mette a disposizione tempo, energie e competenze. Chiunque può dare una mano, prima e durante l’evento. E chi volesse continuare anche dopo troverà in Vitadacani, Porcikomodi e nei santuari della Rete tante possibilità per partecipare, sostenere i rifugi, adottare a distanza o contribuire ai progetti. Perché Miveg dura due giorni, ma gli animali hanno bisogno di noi gli altri 363.

Non serve essere vegan, antispecisti o attivisti per partecipare. Basta avere voglia di esserci, di lasciarsi incuriosire, di ascoltare, incontrare, assaggiare. Magari si arriva soltanto per un panino e si torna a casa con una storia che non si dimentica. O con un tatuaggio. O con entrambi.

Il mondo che vorremmo è ancora lontano, ma ogni volta che qualcuno sceglie di prendersi cura invece di sfruttare, di liberare invece di imprigionare, diventa un po’ più reale. E a Miveg, per due giorni, possiamo vedere quanto sia già grande. Possibilmente con qualcosa di buono in mano.

L’appuntamento è per il 24 e 25 ottobre 2026. East End Studios – Events Point, Studio 90, Milano, Via Mecenate 88/A. L’ingresso è gratuito, ma è richiesta la prenotazione del biglietto su www.miveg.org. Un altro mondo è già qui. E vi aspetta!

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