Il mondo FQ

La pace in Ucraina dipenderà dal riconoscimento dell’esigenza di sicurezza di entrambi i belligeranti

La tragedia economica liberista della Shock Therapy e la minaccia militare occidentale hanno prodotto Putin. Per il popolo russo, lui ha ridato dignità al paese
La pace in Ucraina dipenderà dal riconoscimento dell’esigenza di sicurezza di entrambi i belligeranti
Icona dei commenti Commenti

di Gerardo Ongaro

Il terzo (penultimo) anno, l’Università di Edimburgo ci mandò un anno accademico presso un’università russa. Io scelsi l’Università Linguistica di Mosca. L’occidente era un miraggio per una parte della popolazione che credeva ancora nelle “nostre” bugie. Questa atmosfera di entusiasmo si respirava specialmente tra i giovani negli alloggi universitari, dove risiedevo.

Fare amicizie era facile. Il bisogno degli studenti russi di parlare altre lingue facilitava la cosa. Con una studentessa, di quelle della Russia profonda, ebbi una relazione. Studiava tedesco, non sapeva l’inglese, dunque con lei dovevo parlare russo per forza: situazione ideale. Altre ragazze che studiavano inglese mi cercavano spesso, per amicizia e per praticare la lingua. Si capiva che molte di loro sognavano un futuro diverso dai loro genitori.

Io ero povero, ma le poche sterline che avevo in tasca valevano una montagna di rubli. Tuttavia, per aggiungere qualcosina al mio misero bilancio, davo lezioni private di italiano. Così, attraversavo quotidianamente Mosca in lungo e in largo, imparando a conoscere la città in tutti i suoi aspetti. La visione era devastante.

Era il periodo del presidente Yeltsin, della “Shock Therapy” (terapia d’urto) di Gaidar, una politica economica adottata per rendere la rivoluzione liberista irreversibile. Il popolo russo era sprofondato nella miseria. File di disperati, giovani e vecchi, affollavano i quartieri. Davanti ai loro piedi c’erano piatti, bicchieri, posate, oggetti di vario genere appartenuti alla famiglia nei secoli. Una volta, da una vecchietta comprai due piatti per pochi rubli. Vedevo in lei mia nonna Maria Rosa, conosciuta come la Mamma dei Partigiani durante la Resistenza; avrei voluto colmarla di baci, e di rubli, ma temevo di offenderla: lei non stava chiedendo la carità, stava vendendo le sue cose con dignità.

Intanto, mentre il popolo soffriva, non era raro vedere in una via del centro una giovane rock star scendere da una splendida limousine per inaugurare una boutique. Il contrasto era devastante. Questo fu il primo impatto del popolo russo con la nostra “democrazia”.

All’esperienza economica devastante di quegli anni, va aggiunta quella della minaccia militare. Quando studiavo presso l’Università Linguistica di Mosca, si vociferava dell’allargamento della Nato ai paesi dell’ex Patto di Varsavia. Ricordo il professore di scienze politiche esprimere preoccupazione, ma anche certezza che questo non sarebbe avvenuto. Per lui, e per il popolo russo, non sembrava logico, visto che la Russia si era ritirata dall’Europa dell’est e che con il presidente Yeltin la Russia era diventata amica dell’Occidente.

Quando alla fine del primo anno l’Università di Edimburgo ci mandò a Pietroburgo per un mese, ci fece alloggiare presso famiglie russe. La mia era composta da genitori, nonna e figlia. Chiacchieravo spesso con Бабушка (la nonna). Mi raccontò di lei bambina durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’assediata Leningrado. Mi raccontò della paura, delle sofferenze…

Ancora vivida tra i russi è la memoria storica delle invasioni occidentali, l’ultima delle quali costò loro più di 20 milioni di morti, più della metà civili. Ancora vive sono alcune persone che hanno vissuto la tragedia. Nelle case russe, ci sono ancora le foto appese al muro dei loro parenti morti a causa dell’invasione nazista. L’avvicinamento ai loro confini della più grande potenza militare occidentale della storia, la Nato, richiama ricordi terrificanti. Vedere il governo ucraino costruire monumenti a ricordo di personaggi di quel paese che si unirono ai nazisti contro il popolo russo, vedere i resti di quei personaggi accolti come eroi, li fa rabbrividire.

La tragedia economica liberista della Shock Therapy e la minaccia militare occidentale hanno prodotto Putin. Per il popolo russo, lui ha ridato dignità al paese. Le trattative per la pace non possono prescindere dal riconoscimento dell’esigenza di sicurezza di entrambi i belligeranti.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione