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Altri tre morti sul lavoro: un operaio nel cantiere dell’AV di Firenze, un 61enne nel porto di Cagliari e un 21enne vicino a Chieti. “Non è più tollerabile”

Abourabil Ayoubn ha perso la vita nel cantiere della nuova stazione Foster, colpito da una trave. Nel capoluogo sardo il 61enne Carlo Spiga è stato schiacciato da giganteschi tubi. In Abruzzo Andrea Di Risio, studente che lavorava come stagionale in una cantina sociale, ha perso la vita mentre controllava una vasca usata nella fase iniziale della trasformazione delle uve
Altri tre morti sul lavoro: un operaio nel cantiere dell’AV di Firenze, un 61enne nel porto di Cagliari e un 21enne vicino a Chieti. “Non è più tollerabile”
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È stata l’ennesima giornata di tragedie sul lavoro. Nel pomeriggio la notizia che Abourabil Ayoub, operaio 31enne che stava lavorando nel cantiere della nuova stazione Foster per l’alta velocità di Firenze, è morto in un incidente: è stato colpito da una grossa trave metallica mentre era all’interno di un rimorchio. I sindacati Cisl, a cui era iscritto, sottolineano che era esperto, aveva lavorato anche in altri cantieri di grandi opere e conosceva le norme di sicurezza. In mattinata aveva perso la vita al porto industriale di Cagliari Carlo Spiga, 61 anni, autotrasportatore di Monastir. E in Abruzzo il ventunenne Andrea Di Risio, studente che lavorava come stagionale, è morto nella cantina sociale San Panfilo di Scerni, nel Chietino.

Mentre i sindacati chiedono ancora una volta prevenzione, formazione e controlli, sa destra a sinistra la politica esprime cordoglio. Ma l’amara realtà è che non è stata una giornata particolare: le statistiche ufficiali dell’Inail mostrano che quella di tre morti al giorno è la terribile media da diversi anni a questa parte. “Quattro giorni dalle celebrazioni della 76esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, meno di una settimana dalla pubblicazione degli ultimi dati Inail che smentiscono anche quella minima variazione in negativo relativa agli infortuni mortali denunciati e siamo già a quota sette lavoratori morti per l’insicurezza del lavoro in Italia”, commenta il presidente nazionale dell’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro Amedeo Bozzer.

La segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, dal canto suo chiede di “riaprire il tavolo di confronto al Ministero del Lavoro, coinvolgendo anche la Conferenza delle Regioni, per coordinare controlli e attività di prevenzione. Bisogna aumentare le ispezioni e quindi anche gli ispettori. Occorre lavorare sulla formazione di qualità e impedire quella fasulla o comprata. È altrettanto necessaria l’istituzione sia di una Procura Speciale con competenze specifiche in materia di salute e sicurezza, sia il reato di omicidio sul lavoro. Chi antepone il profitto alla vita di lavoratrici e lavoratori, chi manomette o fa manomettere strumenti di protezione, non può cavarsela con 2 anni (o al massimo 3) e la condizionale“.

“Non più tollerabile, ennesimo operaicidio”: un’ora di sciopero in provincia di Firenze

Dopo l’infortunio mortale di Firenze a Cgil, Cisl e Uil Firenze e Fillea, Filca e Feneal Firenze hanno proclamato un’ora di sciopero provinciale del settore edile per il 19 ottobre dalle 11 alle 12, un presidio davanti al cantiere Foster dalle 10:30 alle 12 e un presidio davanti al cantiere in via Circondaria dalle 10:30 alle 12. “Esprimiamo dolore, rabbia e indignazione. Chiediamo che sia fatta chiarezza. Non è più tollerabile che si continui a morire lavorando. La sicurezza deve essere una priorità assoluta, non un costo da comprimere o un ostacolo ai tempi di realizzazione delle opere. Di lavoro si deve vivere, non morire”. “Troppi morti nei cantieri, troppi morti nelle grandi opere, anche dove operano grandi stazioni appaltanti che dovrebbero garantire i massimi livelli di tutela e sicurezza”, denunciano Cgil e Fillea Cgil Firenze, parlando di “ennesimo operaicidio“. L’operaio era dipendente del Consorzio Florentia, di cui fanno parte Pizzarotti, capofila, e Saipem, che hanno espresso “profondo cordoglio”. L’arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli, ha espresso vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima, ma ha anche richiamato le responsabilità collettive di fronte a una piaga che non può essere accettata come inevitabile. “Il lavoro deve essere per ogni uomo fonte di dignità, di sostentamento e deve dare vita, mai la morte”.

L’incidente di Cagliari: schiacciato da enormi tubi

Carlo Spiga, morto a Cagliari, è stato schiacciato da alcuni giganteschi tubi mentre lavorava nell’area gestita da Grendi con l’ausilio di un muletto su un carico destinato ad Arbatax. Avrebbero ceduto le cinghie che trattenevano il carico. Il corpo era incastrato tra tubazioni di notevole lunghezza, presumibilmente destinate alla realizzazione di oleodotti. Dopo l’incidente, le attività sono state sospese in tutte le banchine dello scalo industriale, che è stato temporaneamente chiuso.

Lo studente morto mentre lavorava come stagionale

Avrebbe compiuto 22 anni nel novembre prossimo, Andrea Di Risio, studente universitario che stava per laurearsi in Scienze motorie. Invece è morto nelle prime ore del mattino mentre stava lavorando all’interno della cantina sociale San Panfilo, in contrada Piano Scancello, a Scerni (Chieti). Era operaio stagionale per guadagnarsi un po’ di soldi. La tragedia si è verificata intorno alle 5.30. Secondo le ricostruzioni, il ragazzo avrebbe iniziato le operazioni di controllo di una vasca utilizzata nella fase iniziale della trasformazione delle uve destinate alla vinificazione, con separazione dei prodotti di scarto. Pare che l’elica dell’impianto, mentre lui era infilato sotto di esso per verificarne l’esatto funzionamento, lo abbia colpito alla testa e ucciso. Poi sarebbe stato trascinato in una canalina. Cgil e Uil sono tornate a sollecitare misure efficaci per prevenire gli infortuni. La Uil ricorda che in Abruzzo nel 2025 si sono registrate 19 morti sul lavoro, quattro delle quali hanno riguardato lavoratori con meno di 35 anni. Il segretario generale della Cgil di Chieti, Franco Spina, denuncia il peso degli infortuni e richiama l’attenzione sui rischi legati alla precarietà, ai contratti a termine e ai subappalti a cascata.

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