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Safiya Al Sayegh lascia il ciclismo: “Ho preso la decisione di dare la priorità all’obbedienza ad Allah e alle regole della mia religione”

Correva con l'hijab e nel corso della sua carriera ha vinto 11 titoli degli Emirati Arabi e ha partecipato alle Olimpiadi di Parigi 2024: "Ho avuto una crisi d'identità"
Safiya Al Sayegh lascia il ciclismo: “Ho preso la decisione di dare la priorità all’obbedienza ad Allah e alle regole della mia religione”
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“Condivido con tutti coloro che mi hanno accompagnata negli ultimi dieci anni della mia vita da ciclista la notizia del mio ritiro dalle competizioni e dal ciclismo“. Comincia così il lungo post di Safiya Al Sayegh, ciclista emiratina che corre per la UAE–Adq, la squadra femminile del team di Tadej Pogacar, ed è professionista dal 2022. Al Sayegh era l’unica ciclista a correre con l’hijab e con una divisa che le copriva interamente il corpo. “Gli ultimi due anni sono stati mentalmente difficili, non perché questo sport sia difficile, ma perché mi sono ritrovata ad affrontare una crisi d’identità. Da una parte, sono una donna musulmana che crede fermamente nel valore del velo e dell’abbigliamento moderato; dall’altra, sono una ragazza che ha sempre amato gareggiare, andare in bicicletta e praticare sport“.

Due aspetti che Al Sayegh vede contrastanti, considerando che nel ciclismo le divise sono aderenti per una questione di aerodinamica, che le gare richiedono abbigliamento tecnico specifico e che il corpo è sottoposto a sforzi intensi, con esigenze di comfort e termoregolazione. “Quest’anno ho finalmente preso la decisione di dare la priorità all’obbedienza ad Allah e alle regole della mia religione in materia di abbigliamento femminile, scegliendo ciò che ritengo giusto rispetto a ciò che ho amato e che per così tanto tempo ho messo da parte nella mia mente“, ha spiegato la ciclista musulmana, che ha così annunciato il ritiro dalle corse a partire dalla fine di quest’anno.

Una scelta arrivata dopo un lungo conflitto interiore negli ultimi mesi, che l’ha portata poi ad abbandonare lo sport a livello agonistico: “Ho riflettuto a lungo su come vorrei essere ricordata. Spero che le persone conservino il ricordo della mia educazione, dei miei sorrisi, del mio impegno nel portare gioia a chi mi circonda e del mio tentativo di dimostrare, ovunque sia andata nel mondo, quanto sia meraviglioso l’Islam: una religione di pace, equilibrio e obbedienza al nostro Creatore, Allah”, spiega Al Sayegh.

Nel corso della sua carriera ha vinto 11 titoli degli Emirati Arabi e ha partecipato alle Olimpiadi di Parigi 2024: “Sono orgogliosa di aver rappresentato il mio Paese e di aver dato il massimo in ogni fase della mia carriera, ma non posso continuare a fare qualcosa che, nel profondo del mio cuore, sento essere sbagliato“, ha concluso l’ormai ex ciclista prima di ringraziare tutti per il supporto.

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