Il mondo FQ

Politica

Ultimo aggiornamento: 15:23

“Paita, ma ci sente? Ferma!”. Spetia sbotta in diretta su Radio24, mentre la senatrice di Italia Viva continua a parlare a ruota libera

La parlamentare invoca il dialogo tra Renzi e Conte, ma quello con il conduttore si rivela impossibile. Un probabile problema audio trasforma l'intervista in un siparietto surreale.
Icona dei commenti Commenti

Il campo largo è un problema, ma anche il campo audio non scherza. Questa mattina, durante la diretta di 24 Mattino, su Radio24, un’intervista telefonica di Simone Spetia a Raffaella Paita, senatrice e coordinatrice di Italia Viva, si è trasformata in una irresistibile commedia degli equivoci. Mentre la parlamentare renziana ha cercato di spiegare perché il suo partito vuole allearsi con il M5s, il conduttore ha tentato di ottenere qualcosa di assai più semplice: la possibilità di fare una domanda senza essere travolto dal fiume di parole dell’ospite. Ma ogni tentativo si è rivelato inutile, tanto che il giornalista, dopo aver provato ripetutamente a richiamare l’attenzione della senatrice, è arrivato a perdere la pazienza, urlando in diretta: “Paitaaaaa! Paita, ci senteeee?”.

Tutto è cominciato con una domanda di Spetia: “Questo campo largo vi vuole o non vi vuole? Non si è capito molto bene”.
Paita ha subito chiarito la differenza tra le due formule: “Intanto noi nel campo largo non ci siamo, noi eventualmente siamo nel centrosinistra che è una cosa diversa“. Il campo largo, ha spiegato, è l’alleanza tra Pd, Avs e M5s, mentre Italia Viva vuole costruire un centrosinistra più ampio e competitivo per mandare a casa Giorgia Meloni, con un programma che si occupi dei giovani costretti a emigrare, del ceto medio e della sicurezza. Spetia ha provato a inserirsi nel discorso, ma la senatrice ha proseguito indisturbata.
Il conduttore è poi riuscito a introdurre la questione più spinosa: la diffidenza di Giuseppe Conte verso Matteo Renzi. “Eh, non so assolutamente cosa Conte intenda per garanzia – ha risposto la parlamentare renziana – L’unica garanzia che io penso sia giusta è quella nei confronti degli italiani. Se vogliamo mantenerci la Meloni, spappoliamo questa alleanza. Se invece riteniamo che la Meloni debba essere battuta, ci vuole unità e ci vuole la costruzione di un programma che sia un punto di mediazione”.

Secondo la senatrice, il voto unitario delle opposizioni sullo scostamento e sul documento economico dimostra che le divisioni sono “più a parole che nei fatti”: “Noi ieri abbiamo lavorato non per litigare, ma per costruire“.
Spetia ha allora ricordato che fino a un anno fa tra Italia Viva e Cinque Stelle volavano stracci, chiedendosi come sia possibile una convivenza politica dopo tante reciproche ostilità.
Paita ha osservato che i due partiti hanno già governato insieme due volte e che oggi le difficoltà economiche delle famiglie impongono di trovare un accordo: “Di fronte a tutto questo non c’è divisione che tenga, bisogna necessariamente trovare punti in comune”.
Ma il giornalista ha contestato l’improvviso afflato ecumenico della senatrice: “Come non c’è divisione? Le ricette sono diverse. Mi scusi, Paita, Paita! Permette?”. La parlamentare, apparentemente ignara delle proteste, ha continuato a parlare, tanto che Spetia si è rivolto alla regia: “Ma Paita ci sente?”.

Quando Paita ha spiegato che Italia Viva e M5s non saranno mai un unico partito, pur dovendo provare a stare insieme per responsabilità verso il Paese, il conduttore ha tentato ancora di obiettare fino a sbottare: “Ferma! Un attimo! Ma non ci sente? Mi scusi. Paitaaaaa! Paita, ci senteeee?”.
L’urlo non ha sortito alcun effetto e la senatrice ha continuato a parlare in sottofondo, mentre il conduttore, ormai rassegnato, ha spiegato: “Deve esserci un problema di audio, per cui Raffaella Paita non ci ha sentiti per tutta l’intervista o ci ha sentiti solo scarsamente perché non si riesce a interloquire”.
Poi ha chiuso con una richiesta alla regia: “Abbassiamo l’audio. La ringraziamo comunque”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione