Un nuovo raid alle infrastrutture nevralgiche saudite, dopo quello di sabato allo scalo di Riad che ha causato 12 morti e decine di feriti. Non si ferma l’offensiva delle milizie yemenite degli Houthi, che nelle scorse ore hanno colpito alcuni siti del colosso petrolifero saudita Aramco e l’aeroporto della capitale, promettendo di sferrare ulteriori attacchi. “Le forze armate yemenite hanno condotto un’operazione militare di alto livello contro Aramco a Dhahran, nella Provincia Orientale, l’aeroporto internazionale Re Khalid e la raffineria Aramco a Riad”, ha dichiarato il portavoce militare delle forze sciite filorianiane Yahya Saree, aggiungendo che “nei prossimi giorni proseguiranno le operazioni in profondità nel territorio saudita, prendendo di mira gli aeroporti e gli impianti petroliferi nemici sauditi“.
Saree ha dichiarato che l’ultimo raid arriva dopo un’intera giornata di intensi attacchi sauditi su varie aree dello Yemen. “Nelle ultime 24 ore, aerei sauditi hanno effettuato 104 raid aerei e attacchi missilistici contro infrastrutture civili nella capitale Sanàa, nonché nelle province di Dhamar, Taiz, Amran, Lahj, Al-Jawf, Marib, Sàada e Hodeidah. Gli attacchi sono stati condotti utilizzando aerei F-15 e Typhoon dalle basi aeree di Khamis Mushayt e Tàif, oltre ad attacchi missilistici da Najran, provocando morti e feriti tra i civili”, ha scritto sui social media. Il generale di brigata ha aggiunto che con questi attacchi, il numero totale di raid aerei e missilistici condotti dall’Arabia Saudita dall’ultima escalation del conflitto ha raggiunto quota 2mila e 281.
Le poche immagini sfuggite alla censura saudita mostra l’alta colonna di fuoco che si alza dalla raffineria Aramco. Gli attacchi sferrati dalle forze di Ansar Allah negli ultimi giorni, in particolare quello all’aeroporto internazionale King Khalid, hanno provocato non solo morti e danni alla struttura, ma anche un duro colpo all’immagine della monarchia guidata da Mohammad Bin Salman. Ne è dimostrazione l’avvertimento diffuso ieri (non è la prima volta) dal ministero del’ Interno di Riad, dove viene ricordato che filmare o diffondere informazioni sugli attacchi contro il territorio dell’Arabia Saudita è reato. “Nell’interesse della sicurezza nazionale, per favore astenetevi dal filmare o pubblicare immagini di attività per intercettare missili e droni o di luoghi in cui dovessero cadere”, ha avvertito nelle ultime ore il dicastero