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“Cugina di un boss e protetta dalla politica, tutti le obbedivano impauriti”: chi è la primaria arrestata per la morte del neonato a Castellammare

Napoli - Nei verbali i rapporti di Eutalia Esposito coi politici che, secondo la procura di Torre Annunziata, ne avrebbero favorito la carriera
“Cugina di un boss e protetta dalla politica, tutti le obbedivano impauriti”: chi è la primaria arrestata per la morte del neonato a Castellammare
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Un reparto di Ginecologia impaurito e soggiogato da una primaria cugina di un boss del clan Cesarano, protetta dalla politica locale e regionale, già consigliera comunale, citata negli atti dello scioglimento per camorra di Castellammare di Stabia nel 2022, che minacciava di licenziamento le infermiere e il personale dipendente se non obbedivano ai suoi voleri. Ecco un pezzo dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia nel marzo 2024. Ecco il contesto nel quale sarebbe maturata la drammatica vicenda del piccolo Salvatore, morto ad appena un mese per presunte complicanze mediche che, secondo la Procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso, furono inventate a tavolino falsificando la cartella clinica, simulando un nodo al cordone ombelicale, concordando versioni depistanti agli inquirenti che aprirono un fascicolo dopo la denuncia dei familiari del neonato.

La ormai ex primaria si chiama Eutalia Esposito. Proprio per i suoi “conclamati legami con esponenti della criminalità organizzata”, si legge negli atti giudiziari dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, al telefono la chiamavano “la Zia”. Da qualche giorno Esposito è agli arresti domiciliari con accuse di omicidio colposo e falso, altre tre persone sono state interdette dalla professione sanitaria per un anno, sei gli indagati in tutto. Le 203 pagine dell’ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari Emanuela Cozzitorto contengono riferimenti al peso della politica nelle nomine ospedaliere. Il verbale di un ginecologo che lavorava lì, descrive la Esposito come una sergente di ferro: “Accentatrice, capace di esercitare un forte controllo psicologico su tutto il reparto, condizionava i colleghi attraverso un atteggiamento intimidatorio non esplicito ma costante”.

Un potere che le derivava non solo dalle parentele con camorristi, che erano note a tutti negli ambienti di lavoro, ma anche – sintetizza la gip – dal “rilevante potere relazionale” con la politica e i vertici dell’Asl costruito con la candidatura e l’elezione nel consiglio comunale di Castellammare di Stabia nella tornata del 2018. Ottenne 818 voti nella lista civica ‘Partito per la città’ (centrosinistra, all’epoca diviso tra due candidati sindaci), di cui 91 raccolti nella zona di Ponte Persica, “zona di maggiore influenza del clan Cesarano”, ricordano i commissari prefettizi nella relazione agli atti del decreto di scioglimento per camorra dell’amministrazione comunale vidimato dal Viminale nel febbraio 2022. Era in carica una giunta di centrodestra guidata dal sindaco azzurro Gaetano Cimmino. La dottoressa Esposito si era dimessa dall’aula cinque mesi prima.

La relazione prefettizia riporta una circostanza inquietante sulla storia personale della dottoressa: “Alle ore 01:20 del 25/07/2007, unitamente a Laura Mirano, moglie di Luigi Di Martino, alias “profeta”, si trovava a bordo di un’autovettura condotta da Raffaele Cafiero, pregiudicato, il quale venne attinto da sette colpi di pistola esplosi da due ignoti.”

“Mettersi contro la Esposito significava mettersi contro l’Asl intera” afferma il ginecologo teste, l’ex consigliere comunale Salvatore Ercolano, “la Esposito ha conoscenze politiche importanti”. E ne fa i nomi. Uno viene coperto dagli inquirenti. “Al momento lei è collegata in maniera diretta e strettissima con omissis, attraverso la quale – e precedentemente con Mario Casillo (attuale vice presidente in quota Pd della Regione Campania, non indagato, ndr), quando è diventata primaria, lei era collegata direttamente. Questo lo so perché sono andato insieme a casa sua con Pasquale Sommese (ex assessore regionale della Campania in quota centrodestra ed ex Pd, non indagato, ndr) che è quello che l’ha fatta diventare primario. Perché non doveva essere lei il primario a Castellammare, c’erano le carte già scritte”.

Il deputato Avs Francesco Borrelli annuncia un’interrogazione per chiedere al ministro della Salute Schillaci un’ispezione urgente al San Leonardo: “Sono dieci anni che denuncio le vicende della dottoressa Esposito e la gestione intollerabile della sanità locale da parte di questi personaggi, la primaria si sentiva un’intoccabile”.

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