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Ultimo aggiornamento: 18:18

Sei punti per dichiarare il Melonellum incostituzionale: pronti 30 ricorsi contro la legge elettorale. “Rischio di votare con questa legge in caso di elezioni anticipate”

Novantanove legali depositano i ricorsi contro la riforma il 26 ottobre. Sei vizi di incostituzionalità, da Prodi a D'Alema tra i firmatari
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Novantanove avvocati pronti a depositare, il 26 ottobre, in tutte le corti d’appello ricorsi contro la nuova legge elettorale definita “fortemente incostituzionale”. E’ l’annuncio fatto in conferenza stampa a Montecitorio dalla ‘Rete per un voto libero e uguale’ guidata da Roberto Zaccaria. Enrico Grosso – già presidente del comitato del No al referendum costituzionale di marzo – ha elencato i sei punti che presentano, secondo la Rete, profili di incostituzionali: dalla consistenza del premio di maggioranza, all’indicazione del candidato premier; dal mancato rispetto della parità di genere, all’impossibilità per l’elettore di sapere, ragionevolmente, gli effetti del voto sul parlamentare che sarà eletto; oltre al premio nazionale assegnato sul Senato che si elegge su base regionale e all’elevato numero di firme da raccogliere per i partiti politici non presenti in Parlamento.

L’obiettivo, per giuristi e avvocati della Rete, è arrivare ad un giudizio della Corte sulla legge elettorale prima che si voti per le prossime elezioni politiche. A firmare i ricorsi “ad oggi 500” esponenti della società civile e molti politici, giuristi, professori universitari ed esponenti del mondo della cultura afferma Zaccaria. Tra questi Lucia Annunziata, Giovanni Bachelet, Pier Luigi Bersani, Fausto Bertinotti, Rosy Bindi, Stefano Bonaga, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Gianrico Carofiglio, Lella Costa, Massimo D’Alema, Nando Dalla Chiesa, Maurizio De Giovanni, Tiziana Ferrario, Anna Finocchiaro, Rino Formica, Monica Guerritore, Marisa Laurito, Gad Lerner, Tomaso Montanari, Stefano Passigli, Barbara Pollastrini, Romano Prodi, Carla Signoris, Pasquale Tridico.

Pietro Adami spiega che “lunedì 26 ottobre, nell’esatto giorno dell’entrata in vigore della legge, saranno depositati in tutte le Corti d’Appello. In astratto noi a metà gennaio arriviamo ad un’udienza dove può essere rimessa la questione alla Corte Costituzionale – spiega Adami – e la Corte potrebbe emettere il suo giudizio di costituzionalità sulla legge elettorale entro la prossima primavera. Ci sono i mesi per arrivare ad un verdetto prima dell’estate”.

Alla conferenza stampa, ribadendo la loro controrietà e sottolieneato l’azione messa in campo in Parlamento esponenti delle forze politiche di opposizione: Maria Elena Boschi per Italia Viva, Simona Bonafè per il parito Democratico, Alfonso Colucci per il Movimento 5 Stelle, Filiberto Zaratti di Alleanza Verdi Sinistra e Riccardo Magi per +Europa. Resta il tema di cosa potrebbe accadere in caso di elezioni anticipate, come da rumors sempre crescenti, a fine maggio 2027. “Il rischio, davanti al voto anticipato, è che la Corte non riesca a pronunciarsi prima delle elezioni” affermano sia Adami sia Grosso. “Questo però non rende inutile la nostra azione” affermano.

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