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Kimberly Guilfoyle, Trump valuta di silurare l’ambasciatrice in Grecia

Prima le frasi sulla capacità degli Usa di operare cambi di governo "ovunque vogliano", poi la notizia di una richiesta di 100 mila dollari a un finanziatore del tycoon: "Il Dipartimento di Stato indaga sulla condotta dell'ex fidanzata di Donald jr"
Kimberly Guilfoyle, Trump valuta di silurare l’ambasciatrice in Grecia
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Prima le frasi avventate sulla capacità degli Stati Uniti di operare, o quantomeno favorire, cambi di governo “ovunque vogliano”. Poi la notizia di una presunta richiesta di 100 mila dollari a un finanziatore di Donald Trump. Ora il presidente degli Stati Uniti e il segretario di Stato Marco Rubio stanno valutando la possibilità di licenziare l’ambasciatrice in Grecia Kimberly Guilfoyle, a seguito di una serie di notizie secondo cui avrebbe tenuto una condotta inappropriata e forse illegale prima e durante il suo mandato ad Atene.

Un alto funzionario ha detto ad Associated Press che Trump e Rubio sono “estremamente infuriati” per la condotta attribuita a Guilfoyle e che probabilmente decideranno quali provvedimenti adottare questa settimana, dopo la festività del Columbus Day di lunedì. Il funzionario, che ha parlato a condizione di anonimato, ha affermato che Rubio si è mostrato particolarmente adirato, non da ultimo perché proprio la scorsa settimana si è recato ad Atene e Guilfoyle ha partecipato alla maggior parte, se non a tutti, i suoi eventi, accogliendolo al suo arrivo con un abbraccio caloroso proprio mentre circolavano le accuse. Guilfoyle è un’ex conduttrice di Fox News Channel ed ex procuratrice della California, che in passato è stata fidanzata con il figlio di Trump, Donald Jr.

In una serie di articoli, il Wall Street Journal ha riportato comportamenti discutibili da parte di Guilfoyle, tra cui una presunta minaccia a un funzionario del Paese ospitante, l’accettazione di regali e servizi impropri e l’offerta di usare la propria influenza all’interno dell’amministrazione in cambio del pagamento di un ingente conto della carta di credito.

L’8 ottobre il quotidiano ha riferito che Guilfoyle contattò un finanziatore di Trump, Eric Deters, per chiedergli 100mila dollari che sosteneva di dover versare ad American Express, chiedendo che la transazione avvenisse senza lasciare traccia documentale. La richiesta sarebbe avvenuta mentre la donna si stava preparando per l’audizione al Congresso per la sua conferma ad ambasciatrice. “Non risulterà da nessuna parte se trasferisci il denaro direttamente ad American Express”, scrisse su Guilfoyle su Signal, secondo quanto emerso dai messaggi esaminati dal Wsj. Guilfoyle non ha commentato direttamente le notizie, ma in una dichiarazione rilasciata domenica in tarda serata i suoi avvocati hanno negato che abbia commesso alcun illecito.

Un secondo funzionario statunitense, che ha parlato anche lui a condizione di anonimato, ha affermato che l’ispettore generale del dipartimento di Stato sta esaminando le accuse, che hanno cominciato a emergere sul Journal alla fine del mese scorso e da allora si sono moltiplicate. Il secondo funzionario non ha saputo confermare se fosse stata avviata un’indagine formale da parte dell’ispettore generale. Gli ispettori generali conducono spesso indagini informali in merito a reclami nei confronti dei membri del personale e molte volteni queste non sfociano in un’inchiesta approfondita, che può portare a provvedimenti disciplinari che possono arrivare fino al licenziamento.

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