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Bufera sull’ambasciatrice in Grecia scelta da Trump: “Ha chiesto 100mila dollari a un finanziatore Maga” per coprire un debito sulla carta

Kimberly Guilfoyle, ex compagna di Donald Trump Jr., figlio del tycoon, è finita al centro di una vicenda che ha sollevato interrogativi a Washington. Imbarazzo per Rubio (che la difende)
Bufera sull’ambasciatrice in Grecia scelta da Trump: “Ha chiesto 100mila dollari a un finanziatore Maga” per coprire un debito sulla carta
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“Se fai un bonifico direttamente ad Amex, non resterà traccia”: l’ambasciatrice americana in Grecia, Kimberly Guilfoyle, viene accusata di corruzione creando imbarazzo al segretario di Stato Marco Rubio sulla pista dell’aeroporto di Atene. Secondo il Wall Street Journal, Guilfoyle, dall’anno scorso inviata all’ombra dell’Acropoli ed ex fidanzata di Donald Trump Jr., avrebbe chiesto 100mila dollari in nero a un esponente Maga facendoli figurare come il saldo della sua carta di credito: in cambio lei avrebbe garantito un accesso a membri di spicco del governo Trump per risolvere problemi fiscali e giudiziari.

I democratici Jeanne Shaheen e Gregory Meeks, che già avevano chiesto un’indagine sulla sua condotta per possibili conflitti d’interesse, sono tornati alla carica premendo per le dimissioni, mentre Rubio, lodando il lavoro di Guilfoyle in piedi accanto a lui sulla pista, ha rifiutato di commentare: “Quel che si legge sui giornali non è Vangelo“, ha detto chiudendo la visita durante la quale aveva chiesto all’Europa di “svegliarsi dal torpore” difendendo la civiltà occidentale “arrivata a un punto di svolta”. L’esclusiva del Wall Street Journal ha fatto ombra alla retorica. Firmata da due premi Pulitzer, cita messaggi su Signal tra Guilfoyle ed Eric Deters, ex candidato Maga in Kentucky ed ex proprietario della catena regionale Snappy Tomato Pizza, in cui lei chiede un bonifico direttamente sulla carta di credito prima dell’appuntamento in Senato per la conferma della nomina. Deters sostiene ora di non aver pagato (“ne andrebbe del mio matrimonio”, aveva replicato a Guilfoyle) e che l’ambasciatrice non ha mai mantenuto le promesse di aiutarlo, mentre lei a sua volta contesta l’autenticità dei messaggi in cui, secondo gli screenshot pubblicati dal giornale, insiste per il pagamento sottobanco – “Honey, dear, ho bisogno che tu lo faccia oggi stesso” – chiedendo allo stesso tempo di non lasciare traccia dei contatti: “Vorrei che tu smettessi di scrivere tutte queste cose”, aveva scritto: “È pericoloso, ne va della nomina. Meglio parlarci su Signal”.

Guilfoyle, che fino a 20 anni fa era sposata con il governatore della California Gavin Newsom, è stata scelta da Trump come ambasciatrice in Grecia nel dicembre 2024 mentre veniva resa pubblica la nuova relazione di Don Jr. con Bettina Anderson, una coincidenza che aveva alimentato voci di un allontanamento dall’entourage familiare. All’epoca Kimberly navigava in cattive acque finanziarie e, secondo il Wsj, aveva irritato lo stesso tycoon per aver organizzato eventi con soci del club Mar-a-Lago, in apparenza per raccogliere fondi per il presidente, ma in realtà per tirare acqua a iniziative imprenditoriali il cui successo era stato poco felice. Nell’universo trumpiano Guilfoyle non era solo «moglie di»; aveva lavorato per diventare una icona Maga, parlava alle convention e agli eventi.

Come riporta il Corriere della Sera, non è l’unica vicenda controversa che ha coinvolto, nelle ultime settimane, persone vicine a Trump. Chris LaCivita e James Blair, i due strateghi a cui è affidato il compito di contribuire a mantenere il controllo repubblicano sul Congresso, hanno infatti iniziato a lavorare come consulenti per la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Una scelta che ha suscitato critiche da parte dei media, considerando i rapporti particolarmente stretti tra il governo serbo–bosniaco e la Russia.

La vicenda ha spinto Trump a prendere le distanze dai due ex manager della sua campagna elettorale, che in passato aveva definito addirittura “geniali”. Il presidente ha ora precisato che LaCivita e Blair sono da considerarsi “consulenti esterni” e ha lasciato intendere di essere pronto a interrompere la collaborazione qualora dovessero emergere eventuali conflitti di interesse. Una posizione che sembra riflettere anche il fastidio di Trump per il fatto che i due strateghi possano non stare dedicando abbastanza attenzione alla sua amministrazione e, soprattutto, alla preparazione delle prossime elezioni di midterm.

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