Il mondo FQ

I socialdemocratici francesi scelgono Glucksmann: perché un candidato così spiana la strada a Le Pen

Un voto che la dice lunga su come la Francia, mentre le piazze vengono assalite da studenti e cittadini arrabbiati, abbia intenzione di far vincere la destra. Chi è Raphaël Glucksmann?
I socialdemocratici francesi scelgono Glucksmann: perché un candidato così spiana la strada a Le Pen
Icona dei commenti Commenti

di Giovanni Muraca

La Francia è storicamente il “laboratorio d’Europa” per l’orientamento politico-sociale che si è poi diffuso anche nel nostro paese. Stavolta, però, è tutto diverso, anzi forse avverrà il contrario. Dacché i due paesi divisi dalle Alpi sono stati colpiti da questa sinistra elitaria, la direzione è completamente cambiata.

In questi anni la nuova ala che a molti piace chiamare “riformista” non ha fatto altro che alimentare i poli estremi dell’arco costituzionale, tanto che nel paese d’Oltralpe si sono riviste le piazze gremite di gente contro il carovita e le politiche sulla scuola dettate dall’attuale governo guidato da Lecornu, una guida che non è altro che una proiezione del presidente uscente Macron. Ma la parabola dell’attuale inquilino dell’Eliseo è ormai agli sgoccioli e la corsa alle presidenziali è già partita, con Marine Le Pen in testa ai sondaggi. La Francia non è mai stata abituata a cambi di governo così repentini: ne ha già avuti quattro dalle ultime politiche del 2024, in cui La France Insoumise fu primo partito. Nonostante la vittoria schiacciante dei poli cosiddetti “estremi”, secondo l’insipido centro, Macron, per ben quattro volte, diede l’incarico a partiti non vincenti e molto vicini a lui.

Se il 2027 è domani, i centristi-riformisti sono già all’opera per il prossimo sabotaggio delle urne. Raphaël Glucksmann, qualche giorno fa, è stato eletto candidato alle primarie socialdemocratiche. Un voto che la dice lunga su come la Francia, mentre le piazze vengono assalite da studenti e cittadini arrabbiati, abbia intenzione di far vincere la destra. Chi è Raphaël Glucksmann? Le prossime parole non vogliono essere un pregiudizio, ma è un fatto che, in uno scenario in cui Israele è un tema centrale, la sua carriera politica e le sue scelte da eurodeputato parlano da sole.

“L’umanista a geometria variabile” è la definizione che molte testate francesi gli hanno dato per vari motivi. Faceva parte di “Alternativa liberale”, un partito liberale collocato nella “destra diversa”, poi dal 2018 guida Place Publique, un partito di centrosinistra. La singolarità del personaggio viene anche da alcuni incarichi ricoperti in passato: fu consigliere speciale del presidente della Georgia tra il 2009 e il 2012. Il padre, André, filosofo di origini aschenazite, romene e ucraine, inizialmente aderì al marxismo-leninismo, da cui prese avvio la sua carriera, per poi criticare quella stessa corrente e la gestione sovietica.

Negli anni, inoltre, si oppose all’idea che il terrorismo islamico sia il prodotto dello scontro di civiltà tra l’Islam e il mondo occidentale. Sarà una coincidenza, ma anche le gesta del figlio appena eletto alle primarie, vanno in quella direzione, ed è qui che si cristallizza tutto.

Al Parlamento europeo votò contro:
– il riconoscimento degli atti di guerra israeliani e del numero di vittime palestinesi;
– la richiesta di liberazione immediata dei 5.200 prigionieri politici palestinesi;
– la sospensione dell’accordo di associazione tra UE e Israele fino alla cessazione delle violazioni dei diritti umani;
– la condanna delle restrizioni alle organizzazioni pacifiche e ai simboli di solidarietà con il popolo palestinese. Glucksmann giustificò poi il suo voto sostenendo che la risoluzione adottata condannava “nei termini più forti” Hamas e i massacri del 7 ottobre 2023, pur ammettendo che il testo non era perfetto.

Il quadro è chiaro: la battaglia in Francia sarà ancora tra i partiti élitari e la sinistra radicale che lascerà ampio margine di voto ai lepenisti.
Glucksmann è esattamente il risultato di questo laboratorio di sabotaggio di chi sta già vincendo: perfetto per l’Oltreoceano e Israele, proiezione dell’attuale esecutivo.
Stavolta, però, non sarà la Francia a insegnarci qualcosa dalla sua grande storia: dovrà imparare dalla nostra su come le ingerenze di altri paesi influiscano sui partiti.
Da De Gasperi nel 1945 , a Gladio passando per la prossima sconfitta dei centristi francesi: tutta colpa di Putin.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione