“Se si può operare, è una notizia positiva”, lo pneumologo sul nodulo di Papa Leone XIV
I noduli polmonari benigni vengono generalmente tenuti sotto controllo, senza ricorrere alla chirurgia. Se, invece, si decide di intervenire, è probabile che la lesione individuata debba essere asportata. È questa la valutazione di Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), che commenta con Adnkronos Salute l’annuncio di Papa Leone XIV, che ha dichiarato: “Mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone, dovrò operarmi”.
“Se il Pontefice ha annunciato che sarà sottoposto a un intervento” al Policlinico Gemelli, “è comunque una notizia positiva”, osserva lo specialista. La possibilità di intervenire chirurgicamente, spiega, può essere legata alla presenza di una lesione circoscritta e quindi potenzialmente asportabile. “Purtroppo, solo una piccola percentuale dei tumori polmonari può essere operata, perché spesso la diagnosi arriva quando la malattia è già in fase avanzata”.
Uno degli aspetti più insidiosi di questo tipo di tumore è proprio la comparsa tardiva dei sintomi, che possono essere poco specifici. “Tra questi ci sono il dolore al torace, che può indicare una malattia già in fase avanzata, e la presenza di sangue nell’espettorato, cioè nel catarro”, spiega Micheletto. Il medico precisa di non conoscere il quadro clinico del Pontefice, ma aggiunge: “Non conosco la situazione clinica del Pontefice, ma non credo che questo sia il suo caso”.
Il tumore polmonare, sottolinea lo pneumologo, è fortemente associato al fumo. Un nodulo circoscritto, vale a dire localizzato in una zona limitata del polmone, può invece essere operabile e l’intervento può risultare risolutivo. Anche le tecniche chirurgiche mininvasive contribuiscono a ridurre i tempi di degenza, che in genere possono arrivare a circa dieci giorni, a seconda delle caratteristiche del caso. Nel corso dell’operazione viene rimossa soltanto la parte di polmone interessata dalla lesione. Vengono inoltre prelevati alcuni linfonodi, sui quali viene eseguito un esame istologico per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali. Se i linfonodi risultano negativi, in alcuni casi l’intervento può essere sufficiente. Qualora, invece, vengano individuate cellule tumorali, può essere indicata una chemioterapia aggiuntiva.
Fondamentale resta la diagnosi precoce, per individuare eventuali noduli polmonari prima che la malattia raggiunga uno stadio avanzato. A questo scopo si può ricorrere alla Tac, ma l’esame non è indicato indistintamente per tutta la popolazione. L’esposizione alle radiazioni impone infatti una valutazione basata sul rischio individuale, in particolare per le persone con una storia significativa di fumo, conclude Micheletto.