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Nobel per la Pace, Trump: “Vergogna irreparabile, Pillay odia Usa e Israele”. Gli Usa impongono sanzioni alla Corte penale internazionale

L'inquilino della Casa Bianca non nasconde la sua frustrazione e ripubblica un intervento dello studio legale Schien Law Firm in cui si attacca la giurista sudafricana
Nobel per la Pace, Trump: “Vergogna irreparabile, Pillay odia Usa e Israele”. Gli Usa impongono sanzioni alla Corte penale internazionale
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La prima reazione degli Stati Uniti all’assegnazione del premio Nobel per la Pace alla giurista Navi Pillay è un attacco indiretto. Un post di Shoenlaw ripubblicato da Donald Trump sul suo account social Truth, in cui si parla di “vergogna irreparabile“. La seconda è invece più concreta ed è l’annuncio dell’imposizione delle sanzioni Usa alla Corte penale internazionale, di cui Pillay ha fatto parte come giudice. Lo ha annunciato il Dipartimento del Tesoro e lo ha rivendicato il segretario di Stato Marco Rubio: “Vieteremo le transazioni con questo tribunale canaglia, tagliandone le sue risorse e paralizzandone la capacità operativa. Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte Penale Internazionale di perseguire cittadini americani” ha detto.

Poco prima l’inquilino della Casa Bianca aveva condiviso un post dello studio legale Schien Law Firm per dar voce alla sua delusione. Per The Donald il Nobel per la Pace è una sorta di ossessione e lo ha rivendicato più volte. L’attribuzione a Pillay, magistrata 85enne sudafricana a capo della commissione d’inchiesta Onu che ha accusato Israele di genocidio a Gaza, è per lui un doppio schiaffo. “La Pillay nutre un odio dichiarato verso l’America e Israele” si legge nel post. “Nel suo ruolo ha celebrato terroristi e premiato Hamas. Ha condotto una indagine farsa sostenendo che Israele avesse commesso un genocidio e sollecitandone il perseguimento giudiziario”.

L’attacco a Pillay prosegue: “Non gode di alcuna credibilità in nessun ambito normale e non ha mai fatto nulla per promuovere la pace”. Anzi, “proprio il contrario. Ma cosa ci si poteva aspettare da un comitato che in passato aveva assegnato quello che un tempo era l’ambito Premio Nobel per la Pace a Yasser Arafat?”. Si elencano poi i presunti successi del tycoon nel perseguire la pace, lamentandosi della mancata assegnazione del Nobel a The Donald: “Il presidente Trump ci ha regalato gli Accordi di Abramo – che il mondo riteneva impossibili e che ora si stanno espandendo! Ha riportato a casa gli ostaggi quando tutto sembrava perduto! Sta compiendo ogni sforzo per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina e per fermare l’Iran, il principale sponsor del terrorismo internazionale, oltre a tentare di ricostruire Gaza nonostante i terroristi cerchino in ogni modo di controllarla. L’elenco potrebbe continuare all’infinito. Sono proprio questi i risultati che il Premio Nobel per la Pace avrebbe dovuto riconoscere e premiare!”. Nessun cenno ai fronti aperti proprio dall’inquilino della Casa Bianca, primo tra tutti il conflitto con l’Iran, che l’ha trascinato in un pantano da cui non riesce a uscire, con gravi conseguenze globali.

Poche ore fa, in una conferenza stampa nello Studio Ovale, Trump era tornato a parlare del Nobel, come già fatto in passato. “Ho risolto otto guerre. Ho riportato a casa tutti gli ostaggi. Ho fatto cose che nessun altro ha mai fatto. Non mi sto vantando. Sto semplicemente dicendo i fatti” aveva detto non nascondendo la sua frustrazione. “Probabilmente nessun presidente ha mai risolto delle guerre. Io ne ho risolte otto, e guerre importanti, guerre importanti, salvando milioni e milioni di vite”, aveva spiegato. Quando Maria Corina Machado (che ha ricevuto il riconoscimento l’anno scorso) “mi ha dato quel Premio Nobel, ha detto che non solo avrei dovuto riceverlo per quell’anno, ma che nella storia del Premio Nobel non c’era mai stato nessuno che lo meritasse più di me. Ho risolto otto guerre e ho impedito forse la totale distruzione del mondo, perché l’Iran non avrà mai un’arma nucleare. Non so quale sarà la loro decisione. Obama lo ha ricevuto e non ha fatto nulla. Ancora oggi non sa per cosa lo abbia ricevuto”. A fare il nome di Trump come candidato al Nobel sono stati nel corso del 2025 i leader di vari Paesi, da Israele al Pakistan passando per la Cambogia. Anche la premier Giorgia Meloni lo aveva auspicato.

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