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“Dopo Budapest ero già morto per colpa della UEFA. Quanto successo in aeroporto non è mia responsabilità”: così Mourinho

L'ex tecnico dei giallorossi e dell'Inter è tornato sulla sua esperienza nella Capitale e di quanto accaduto dopo la finale di Europa League: "Quello che è successo nell'aeroporto non è colpa mia"
“Dopo Budapest ero già morto per colpa della UEFA. Quanto successo in aeroporto non è mia responsabilità”: così Mourinho
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“Dopo le vacanze torno già morto. Torno morto per causa della UEFA che mi ha fatto pagare per una cosa che non è mia responsabilità”. José Mourinho – attuale allenatore del Real Madrid – torna a parlare al Corriere dello Sport della sua esperienza italiana e in particolare di quella della Roma, durata dal 2021 al 2024. Per il tecnico portoghese, però, la sua esperienza è finita a maggio 2023 e non a gennaio 2024. “Quello che è successo nell’aeroporto non è mia responsabilità. Faccio mea culpa per gli insulti all’arbitro nel garage e per questo ho pagato giustamente. Certo. Non dovevo pagare per quello che è successo nell’aeroporto“, ha poi spiegato il tecnico portoghese. Il riferimento è all’episodio dell’aggressione dei tifosi sfiorata in aeroporto all’arbitro Taylor il giorno dopo la finale di Budapest, in cui il direttore di gara fu accusato di alcune discutibili scelte arbitrali. Un gesto, secondo la UEFA, fomentato dalle dichiarazioni post partita di Mourinho.

La vicenda, per il tecnico ex Inter, ha avuto poi forti ripercussioni anche sul rapporto con la proprietà: “La società aveva un profilo diverso dal mio e un approccio diverso che ho avuto per quella finale. Il giorno della finale a Budapest sono stato esonerato: quando sono ritornato dalle vacanze ero già morto. Il funerale è stato a gennaio, quando mi hanno licenziato”, ha spiegato Mourinho. Mercoledì tornerà all’Olimpico e lo farà da avversario, per la seconda giornata della League Phase di Champions League dopo aver battuto l’Inter all’esordio. ”Mi devo preparare perché è la prima volta che vado a Roma senza il supporto dei tifosi giallorossi. Che accoglienza mi aspetto? Non mi attendo cori o striscioni, solo tanto rispetto. Il giorno in cui arrivai c’erano migliaia di persone ad accoglierli e non avevo fatto ancora niente. Io non merito questo ma questa è Roma”, ha concluso José Mourinho.

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