Macron esulta per il lancio di un missile nucleare: non vedo differenze con altri guerrafondai
di Riccardo
“La morale ha standard estetici”. Così sentenziava l’oscuro e splendente filosofo tedesco Nietzsche. Sono innamorato di questa frase che riecheggia dal passato intridendo i nostri tempi, insinuandosi sovente tra le maglie della storia contemporanea, perché sì, la storia ancora esiste, pure se si vorrebbe cancellarla senza colpo ferire.
Esiste anche Emmanuel Macron, presidente francese, che osserva soddisfatto da una fregata della Marina nazionale il lancio di un missile intercontinentale da un sottomarino nucleare, complimentandosi ardentemente con i tecnici che hanno potuto sviluppare una tale formidabile tecnologia dissuasiva. Perché la dissuasione è tutto al giorno d’oggi, di fatti Macron si spinge a declamare che “per essere liberi bisogna essere temuti, e per essere temuti bisogna essere potenti”. L’orgoglio suo è trasmesso senza tentennamenti all’animo dei francesi, che ben potrebbero non essere d’accordo con lui, magari scioccamente pacifisti.
Sicuramente quel che possiamo vedere in questi giorni è che stanno esplodendo nelle piazze, e sono soprattutto giovani, che chiedono a gran voce ambienti più dignitosi per studiare. Mollaccioni questi ragazzi. Ma pensate alle armi! Forse questo vi direbbe il vostro Presidente con ambizioni da sergente.
Come non ricordare anche quella volta in cui nell’anniversario dello sbarco in Normandia disse “siamo pronti ai sacrifici del passato”. Lui no. Quei poveri cristi dei suoi sudditi sì. Soprattutto i giovani, naturalmente. Toni del genere non sono minimamente posti ad analisi approfondita dai megafoni della civiltà giusta, che le considera credibili ed autorevoli in ogni caso.
Di contro qualsiasi dichiarazione del malvagio Putin, anche le continuative e ormai ripetitive dichiarazioni con cui lo Zar afferma di non voler assolutamente attaccare l’Europa, vengono considerate bugia ignobile e demoniaca.
Ora pensate a Kim Jong Un, dittatore nordcoreano, che come un bambino applaude festante ai test delle sue armi più feroci. Figuratevi quel paese che fino a qualche anno fa pareva distante anni luce dal nostro mondo, il più progredito tra gli universi progrediti, con un popolo di soldatini, tutti terribilmente uguali e pericolosi, grave minaccia per la pace. Ricordate anche le narrazioni macchiettistiche del volgo mediatico, schernenti quella bolla di follia, così distante dalla nostra sobrietà. Ebbene guardatela ora questa nostra società.
Non è forse Kim Jong Macron colui che gioisce da quella fregata per il lancio del missile intercontinentale? Non è forse un pericoloso coro guerrafondaio quello dei media europei che non tentennano e sobillano l’omologazione russofobica per spingere i giovani a prender le armi? Non è forse un’orda di invasati, che con la sua voce annebbia i problemi reali? O sto solo sognando?
Gli alfieri del tempio della libertà illimitata, l’Unione Europea e quella civiltà occidentale da lei incarnata, non sentono ragioni. Son pronti a sostenere le loro tesi armate allo stremo. Kim Jong Macron e i suoi fratelli ci tengono per mano in questa corsa verso l’abisso. Hanno scelto gli Hitler contro cui combattere e gli Hitler di cui essere amici. Hanno abbandonato ogni diplomazia in nome di un linguaggio di fuoco, che ricorda i regimi totalitari del secolo breve. Tra i tanti mali che attanagliano il mondo, ne hanno scelto uno da assolutizzare per puro interesse. Qui cade ogni considerazione sui diritti umani e sulla giustizia, piuttosto ci si affida agli standard estetici della morale di nietzschiana memoria. Siamo ancora in tempo per sfuggire alla presa di questi folli.
Siamo ancora in tempo per disobbedire. Indigniamoci. Protestiamo. Denudiamo la loro orrida ipocrisia, per noi e per le generazioni future.