Il mondo FQ

Il piano da 1,5 miliardi per la cura degli anziani non autosufficienti? “Soldi già previsti e ampiamente inadeguati rispetto ai bisogni reali”

Meloni ha rivendicato il varo. Ma il coordinatore della Consulta Welfare del Forum Terzo Settore Roberto Speziale spiega: "Risorse programmate già in essere". Impossibile mettere a terra tutti i servizi senza altri stanziamenti e un forte incremento del personale sociosanitario
Il piano da 1,5 miliardi per la cura degli anziani non autosufficienti? “Soldi già previsti e ampiamente inadeguati rispetto ai bisogni reali”
Icona dei commenti Commenti

Il 2 ottobre 2026 il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (Cipa) ha approvato a Palazzo Chigi il primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana 2025-2027, destinando oltre 1,5 miliardi di euro sul triennio. Va subito però chiarito che non si tratta di nuove risorse ma di soldi già previsti dal precedente Fondo nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, che aveva in pancia circa 3 miliardi di euro complessivi: il Dpcm del 20 aprile 2026 li quantifica in 982,255 milioni per il 2025, 934,570 milioni per il 2026 e 1.108,470 milioni per il 2027.

Il Piano era previsto dalla Riforma delle politiche per gli anziani avviata nel 2023 e completa un percorso normativo e amministrativo iniziato negli anni precedenti. Di fatto perciò con l’approvazione nella riunione del Cipa, presieduta dalla vice ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, i soldi destinati finora al Fna vengono d’ora in poi suddivisi (1,5 miliardi ciascuno) tra due Piani distinti: uno per sostenere i servizi dedicati alle persone con gravi disabilità fino ai 70 anni d’età e un altro per finanziare interventi rivolti alle persone anziane non autosufficienti e fragili over 70.

A cosa serviranno questi 1,5 miliardi? Lo ha spiegato in un video postato sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dicendo che “attualmente una persona non autosufficiente over 70 è costretta a girare tra mille uffici, fare mille pratiche per richiedere e ottenere l’assistenza sociosanitaria di cui ha bisogno”, mentre ora “chi ha bisogno di assistenza potrà rivolgersi a un solo ufficio: i Punti unici di accesso (Pua), che dal primo gennaio 2027 saranno progressivamente aperti e attivati nelle Case di comunità, cioè nelle nuove strutture che abbiamo aperto e stiamo aprendo grazie al Pnrr“. La premier ha aggiunto che “lì l’anziano riceverà una valutazione completa da parte di un’equipe fatta di operatori sanitari e sociali e, se necessario, riceverà un Piano di assistenza individualizzato (Pai)” che “indicherà le cure e l’assistenza di cui quella persona ha bisogno e il percorso che dovrà seguire, con una particolare attenzione all’assistenza domiciliare“. Secondo quanto si legge sul sito della presidenza del Consiglio il Pai “assicurerà gli obiettivi assistenziali, gli interventi necessari e le figure professionali idonee a garantire alla persona anziana non autosufficiente un percorso di assistenza integrato, coordinato e continuativo”. Questo “è un sistema che semplificherà la vita ai nostri anziani più fragili”, conclude Meloni, “delle loro famiglie e dei loro caregiver”. Quindi “una piccola ma grande rivoluzione che tocca 3,5 milioni di persone“.

Ma non tutto è oro quel che luccica, anzi. Il coordinatore della Consulta Welfare del Forum Terzo Settore Roberto Speziale spiega al fattoquotidiano.it: “In effetti si tratta di un nuovo Piano ma con risorse programmate già in essere e provenienti dal FNA del triennio 2025-2027 e peraltro ampiamente insufficienti rispetto al fabbisogno reale come abbiamo più volte già evidenziato”. Ci si domanda come sarà possibile mettere a terra tutti i servizi, senza un sostanziale aumento delle risorse economiche e senza un forte incremento del personale sociosanitario fondamentale poi per attuare tutti gli interventi previsti. Il 29 settembre in occasione della consultazione sul Piano avvenuta da parte del Cipa, Speziale – a nome del Forum Terzo Settore – ha illustrato una memoria per evidenziare diverse criticità e fornire proposte da rendere operative.

Cosa viene chiesto al governo? Garantire il principio di continuità per le persone con disabilità divenute anziane, come sancito dalla lettura in combinato disposto della cosiddetta riforma delle disabilità e della riforma anziani attraverso il raccordo tra Pai, Progetto di vita e relativi budget, garantire che la continuità diventi una logica di sistema lungo tutto il corso della vita, ad esempio il cambio di età o di Piano non deve interrompere la presa in carico da parte degli enti preposti. Non solo, viene anche auspicato di rafforzare l’accessibilità come requisito trasversale di tutti i servizi, con particolare attenzione all’accessibilità comunicativa, digitale e domiciliare, oltre a monitorare processi ed esiti, risorse, volumi e numero dei beneficiari, anche per misurare le disuguaglianze territoriali. Tra le altre richieste, il Forum Terzo Settore ha chiesto di rafforzare l’effettività dei LEPS, verificandone l’attuazione e l’esigibilità uniforme sul territorio nazionale e contrastando le persistenti differenze territoriali.

Il fatto che il Piano che riguarda il periodo 2025-2027 venga approvato solo ora evidenzia le criticità sollevate dalle associazioni. “Il Piano triennale è stato approvato in forte ritardo”, conclude il coordinatore della Consulta Welfare del Forum Terzo Settore, “e purtroppo è prassi corrente che ovviamente per noi è assolutamente deprecabile e che costringe le Regioni ad operare in proroga dei precedenti Piani ed anticipare risorse, tra l’altro del tutto inadeguate, che arrivano in forte ritardo, colpendo ancora una volta le persone con fragilità. Chiediamo l’effettiva esigibilità dei servizi previsti”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione