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Ultimo aggiornamento: 17:42

130 sale collegate per the Bibi Files, il film vietato in Israele: la serata-evento a Roma con Alexis Bloom, Giulia Innocenzi e Maddalena Oliva

Un successo la proiezione del film che racconta le indagini con l’accusa di corruzione nei confronti del primo ministro d’Israele. Un evento in partnership con Il Fatto Quotidiano, in collaborazione con Pueblo Unido e Mescalito Film. La condirettrice de Il Fatto: “I video-interrogatori sono importanti anche per capire la strategia che il premier israeliano ha usato in questi anni: fare la guerra per mantenere il potere”. Il racconto della serata
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Un film vietato in Israele, ma che ieri è stato visto in Italia con la proiezione al Cinema 4 Fontane di Roma a cui erano collegate 130 sale in Italia. Un film che contiene immagini esclusive: gli interrogatori di Benjamin Netanyahu, di sua moglie, di suo figlio e di molti personaggi del mondo di ‘Bibi’.

“Un film importantissimo a pochi giorni dall’anniversario del 7 ottobre e ad un mese dalle elezioni in Israele perché è un film documentario che riesce a riavvolgere il nastro degli eventi dei processi di corruzione che riguardano il premier Benjamin Netanyahu, alle grandi manifestazioni contro la riforma della giustizia, fino al 7 ottobre e a quanto è poi successo a Gaza” sottolinea Maddalena Oliva, condirettrice de Il Fatto Quotidiano.

“Ho scoperto questo film per caso – rivela Giulia Innocenzi che ha con la sua ‘Pueblo Unido’ ha lavorato affinché ‘The Bibi Files’ fosse distribuito in Italia. “Dopo averlo visto, ci siamo subito messi in contatto con il produttore”, il regista premio Oscar Alex Gibney. “Netanyahu ha provato a bloccare il film prima sua sua prima mondiale al Festival di Toronto, perché il film è costituito dai video-interrogatori e noi li possiamo vedere così come sono stati fatti dalla polizia israeliana nell’indagine per corruzione”.

“È molto difficile realizzare un film politico di questi tempi. È molto difficile realizzare un film d’inchiesta ed è molto difficile realizzare un film su Israele e Palestina” afferma la regista Alexis Bloom, presente all’evento. Bloom al termine della proiezione del film ha rivelato che le piattaforme on-line non hanno voluto il suo film.

Alla proiezione presenti molti giornalisti. Tra questi Massimo Giletti e Michele Santoro, Francesco Cancellato, direttore di Fanpage e Corrado Formigli, conduttore di ‘Piazzapulita’. E ancora, personalità come Francesca Fornario, Gabriele Mainetti e Laura Morante. “Il film è straordinario per quanto riguarda gli interrogatori perché sono davvero un documento importantissimo” afferma al termine della proiezione Santoro.

“Il movente delle guerre, oltre al colonialismo di rubare la terra ai palestinesi, è proprio quello di perpetuare uno stato di eccezione che giustifichi il fatto che non si possa concludere con una sentenza un processo per fatti di corruzione gravissimi. Naturalmente, nel costruire le guerre Netanyahu ha spudoratamente rivelato davanti alla sua polizia di avere sostenuto Hamas” osserva il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio.

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