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“Non è stato un incidente, mandati lì a morire”, i parenti delle vittime della strage di Bradizzo parte civile nel processo

Cinque operai morirono mentre lavoravano sulla linea ferroviaria Torino-Milano. Tra i 21 imputati c'è anche Giampiero Strisciuglio, ex amministratore delegato di Rfi e vertice del Gruppo Fs
“Non è stato un incidente, mandati lì a morire”, i parenti delle vittime della strage di Bradizzo parte civile nel processo
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“Vogliono giustizia” i familiari delle vittime dell’incidente ferroviario di Brandizzo, quando cinque operai persero la vita mentre lavoravano alla manutenzione della linea Torino-Milano. Questa mattina è iniziata l‘udienza preliminare al palazzo di giustizia di Ivrea, dove gli imputati sono 21 – tra cui anche Giampiero Strisciuglio, ex amministratore delegato di Rfi e oggi al vertice del Gruppo Fs – e le società coinvolte nell’inchiesta sono Sigifer, Costruzioni Linee Ferroviarie, che aveva ricevuto l’appalto, e Rfi, che lo aveva commissionato. Fuori dal tribunale sventolano gli striscioni: “Non dimenticare Brandizzo: 5 operai morti in nome del profitto”.

Le indagini si sono sviluppate nel corso di questi tre anni e, secondo la Procura, la tragedia sarebbe riconducibile a una catena di omissioni e carenze nella prevenzione, nel coordinamento, nella vigilanza e nella formazione. Nell’atto di chiusura indagini i pm scrissero che Rfi era stato “organismo di vigilanza inerte e assoggettato alla volontà aziendale”.

Gli operai della Sigifer, poco prima di mezzanotte, sono stati travolti dal convoglio, quando la circolazione ferroviaria non era ancora stata formalmente interrotta. Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo, oltre alle contestazioni legate alla normativa sulla sicurezza sul lavoro. Gran parte dell’udienza sarà dedicata alla costituzione delle parti civili, tra queste hanno già annunciato l’intenzione di presentarsi il Comune di Brandizzo, l’associazione Sicurezza e Lavoro, la Fillea, la Filt Cgil, e la Uil.

I parenti delle vittime aspettavano con ansia questo giorno, tra la rabbia per l’accaduto e la rassegnazione. “Non è stato un incidente sul lavoro. I ragazzi sono stati mandati lì a morire. Lo sapevano che passavano dei treni”, ha commentato ai giornalisti Massimo Laganà, padre di Kevin, prima di entrare in aula. Edoardo Aversa, fratello di Giuseppe che aveva 49 anni quando è stato travolto dal treno, è intervenuto anche sul nuovo filone d’inchiesta che vede indagati alcuni vertici di Rfi: “Si dovrebbero nascondere, perché non hanno fatto nulla per quelli che vengono dopo. Vanno a lavorare e rischiano ancora la vita. Non mi sembra giusto”.

Imputati, avvocati e le più di 30 persone offese che vogliono costituirsi parte civile non saranno nella stessa aula del tribunale di Ivrea, ma saranno video collegati da due sale diverse. In attesa dell’inizio dei lavori per una nuova maxi aula da 100 posti – che non sarà pronta prima della primavera del 2027 – il giudice, l’accusa, gli avvocati e gli imputati si sistemeranno nell’aula blu, video collegata con le persone offese e i loro legali, che saranno nell’aula in cui solitamente si celebrano i processi in Corte d’Assise. Gli indagati si presenteranno di fronte al Giudice dell’udienza preliminare di Ivrea, Mauro Cantone.

Per gli operai che nella notte tra il 30 e 31 agosto del 2023 hanno perso la vita, si sono radunate decine di persone in rappresentanza di associazioni, sindacati e comitati di ferrovieri.
“Oggi comincia un ulteriore calvario oltre al dolore che devono sopportare per la perdita di un loro caro, siamo qui per portare la nostra solidarietà, la nostra vicinanza perché sappiamo quanto è importante in momenti come questi avere qualcuno accanto per sentirsi un po’ meno soli”, ha affermato Daniela Rombi a nome dell’associazione familiari Viareggio “Il mondo che vorrei”, che nella strage del 2009 perse la figlia. Anche il segretario generale della FenealUil Piemonte, Claudio Papa, mostra la sua vicinanza ai familiari delle vittime e rilancia la battaglia “Zero morti sul lavoro” per sensibilizzare i datori, che dovrebbero mettere al centro la salute e la sicurezza dei lavoratori che ogni giorno muoiono, appunto lavorando.

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