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Chi è Michael Kayode, esterno della nazionale di Mancini: snobbato dalla Juve, a 16 anni ripartì dal Gozzano - 2/4

All'esordio in Nazionale contro la Turchia ha segnato un gol e ha propiziato quello di Frattesi, giocando con la personalità di un veterano: per emergere però è dovuto prima andare al Gozzano e poi in Premier League
Chi è Michael Kayode, esterno della nazionale di Mancini: snobbato dalla Juve, a 16 anni ripartì dal Gozzano - 2/4
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Chi è Michael Kayode, esterno della nazionale di Mancini: snobbato dalla Juve, a 16 anni ripartì dal Gozzano

Genitori nigeriani, nato a Borgomanero (Novara) nel 2004. Michael Kayode muove i primi passi in uno dei settori giovanili più importanti d’Italia: quello della Juventus, dove entra nel 2014, a dieci anni. Ci rimane fino al 2018, quando la società bianconera decide di lasciarlo partire, snobbandolo e non comprendendone le qualità oggi note a tutti. A 14 anni Kayode deve quindi ricominciare e lo fa lontano dai grandi palcoscenici, scendendo nei bassifondi del calcio italiano: passa al Gozzano, in Serie D, inizialmente in prestito e poi a titolo definitivo, e nel 2020 entra nel giro della prima squadra.

La stagione 2020-21 è quella della prima vera svolta: a 16 anni si ritrova a giocare in Serie D tra i grandi, accumulando 34 presenze, due gol e due assist e contribuendo alla promozione del Gozzano in Serie C. Può sembrare banale, ma non lo è. In Serie D – nella stagione 2020/21 – c’era l’obbligo dei quattro under obbligatori in campo: ogni squadra doveva schierare un calciatore nel 1999, uno nel 2000, uno nel 2001 e uno nel 2002. Kayode è del 2004 e giocava due anni sotto età. Tradotto: giocava perché aveva evidentemente qualcosa in più rispetto agli altri. La stagione al Gozzano è un passaggio fondamentale nella sua crescita: dal settore giovanile della Juventus al calcio dei grandi, in quarta serie, dove Kayode comincia a misurarsi con un calcio più fisico e con avversari molto più esperti di lui.

La parentesi in Piemonte dura due stagioni e basta per attirare l’attenzione della Fiorentina, che nell’estate del 2021 lo porta a Firenze e lo inserisce nella formazione Primavera. È qui che Kayode torna a giocare in un settore giovanile di alto livello, ma con qualcosa in più rispetto agli anni alla Juventus: l’esperienza in D, di cui tra l’altro lo stesso Kayode ha parlato qualche giorno prima dell’esordio in Nazionale. “Al Gozzano mi sono formato tantissimo, un consiglio che posso dare ai giovani è di non disperarsi ma di accettare di scendere anche in categorie inferiori“, ha spiegato.

Con la squadra di Alberto Aquilani diventa rapidamente uno dei protagonisti e conquista la Coppa Italia Primavera e la Supercoppa Primavera. Nel 2023 arriva anche il titolo europeo con l’Italia Under 19: Kayode segna il gol decisivo nella finale contro il Portogallo. L’estate del 2023 è quella in cui il suo percorso cambia definitivamente dimensione. Vincenzo Italiano lo aggrega alla prima squadra della Fiorentina e il 19 agosto Kayode debutta in Serie A, titolare nella vittoria per 4-1 sul campo del Genoa. Da quel momento trova sempre più spazio, anche complice l’infortunio di Dodô, e diventa una presenza stabile sulla fascia destra viola. Arrivano anche le prime esperienze europee e una crescita che lo porta a essere considerato uno dei giovani più interessanti del campionato nel suo ruolo.

Il salto successivo arriva nel gennaio 2025. Il 24 gennaio Kayode passa al Brentford in prestito oneroso, con diritto di riscatto. Pochi giorni dopo, il 2 febbraio, debutta in Premier League contro il Tottenham. Nei mesi successivi convince il club inglese, che il 28 maggio 2025 decide di acquistarlo a titolo definitivo per una cifra intorno ai 17,5 milioni di euro. In Inghilterra completa la trasformazione iniziata anni prima a Gozzano. Nella stagione 2025-26 diventa un titolare del Brentford e il 16 marzo 2026 segna anche il suo primo gol in Premier League contro il Wolverhampton. Nell’estate del 2026 il club inglese prolunga il suo contratto fino al 2032. Ora sembra già un punto fermo della Nazionale di Mancini nonostante abbia giocato una sola partita.

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