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“Rai tafazziana e autolesionista, azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale”: Usigrai e il cdr di Raisport dopo la bufera sui Mondiali di ciclismo

La durissima nota del sindacato e dei giornalisti della testata dopo l'improvvisa interruzione della diretta tv della gara maschile a Montreal
“Rai tafazziana e autolesionista, azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale”: Usigrai e il cdr di Raisport dopo la bufera sui Mondiali di ciclismo
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Dopo la rabbia e la delusione degli appassionati, sulla vergognosa gestione dei Mondiali di ciclismo da parte della Rai intervengono anche sindacato e giornalisti. Un durissimo comunicato firmato da Usigrai e dal cdr di Raisport definisce quanto accaduto “l’ennesima pratica autolesionista di un’azienda senza coordinamento editoriale”. Il sindacato dei giornalisti Rai e l’organismo di rappresentanza sindacale dei giornalisti della testata denunciano peraltro un duplice effetto negativo: “Far imbestialire gli appassionati di sport e al tempo stesso perdere il pubblico interessato all’evento”.

La sintesi di quanto accaduto è la seguente: la Rai ha comprato i diritti per trasmettere in diretta tv i Mondiali di ciclismo di Montreal 2026. Domenica pomeriggio è andata in onda la gara in linea maschile, l’appuntamento clou dell’intera stagione ciclistica. La diretta televisiva della corsa è cominciata su RaiSport, per poi spostarsi su Rai 2. All’improvviso però, proprio quando la gara stava entrando nella fase decisiva, la diretta è stata interrotta per lasciar spazio al Tg2. Non è stata spostata né su RaiSport né su qualsiasi altro canale dell’emittente pubblica. Per oltre mezz’ora, sul più bello, la corsa è stata visibile solo in streaming su RaiPlay. Non è finita: il canale scelto era praticamente semi-sconosciuto e non facilmente trovabile sull’app. In più, per alcuni minuti dei problemi tecnici hanno interrotto completamente la visione.

Un sacrilegio per i tantissimi appassionati che stavano seguendo il Mondiale sulla Rai. Una figuraccia per viale Mazzini. “È la solita Rai tafazziana e autolesionista che compra i diritti di alcuni grandi eventi sportivi e poi, come ieri su RaiDue, li interrompe sul più bello“, si legge nella nota. Che aggiunge: “Quanto avvenuto ieri in occasione del Mondiale di ciclismo – una gara appassionante e incerta con un italiano nei i primi posti – è la rappresentazione plastica di un’azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale“. In effetti, quando la diretta è stata interrotta Giulio Ciccone era ancora in lotta per il podio.

“A 38 km dall’arrivo, Rai Due ha interrotto bruscamente la diretta della gara, per dare la linea al Tg2 delle 20.30, dirottando gli appassionati nemmeno su un altro canale, ma su RaiPlay, visibile solo attraverso smart tv o tramite pc e smartphone. Peraltro, su RaiPlay il canale Raisport3 è stato bloccato per diversi minuti, impedendo del tutto la visione”, ricostruisce ancora la nota firmata da Esecutivo Usigrai, Cdr e fiduciario Milano Raisport. Che concludono: “La diretta su Rai Due è ripresa solo alle 21 circa, negando agli appassionati la possibilità di vedere alcune delle fasi più salienti della corsa“.

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