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Cosa dicono gli esperti - 2/2

Uno studio dell'Università di Oxford fornisce un semplice suggerimento da seguire per ridurre di un settimo la probabilità di contrarre un tumore squamoso all'esofago.
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Cosa dicono gli esperti

“Questo studio fornisce prove chiare del fatto che la temperatura e la frequenza di consumo delle bevande calde rappresentano target utili per la prevenzione del tumore”, spiegano i ricercatori di Oxford guidati dalla ricercatrice Keren Papier. “L’osservazione di un trend così netto suggerisce che limitare la temperatura al di sotto della media della popolazione potrebbe evitare una percentuale ancora maggiore di casi”, aggiungono. Secondo gli esperti, un caso su sette di tumore squamoso dell’esofago nel Regno Unito si potrebbe evitare semplicemente scalando dalla categoria “molto caldo” a quella “caldo”.

Niente allarmismi ingiustificati, però. Gli stessi esperti invitano alla cautela e al buon senso. “È difficile indicare un tempo esatto di attesa, ma se avete dubbi suggeriamo solo di aspettare che sia piacevole da bere anziché farlo mentre è ancora bollente”, precisa Fiona Osgun di Cancer Research UK.

Un’impostazione condivisa anche da Matteo Bassetti, direttore di Malattie Infettive al Policlinico San Martino di Genova. “Non serve rinunciare”, dichiara. “Basta evitare di berli quando sono ancora bollenti e lasciarli raffreddare qualche minuto prima del primo sorso. A volte, aspettare 5 minuti può essere una buona abitudine per la salute“, aggiunge.

I medici ricordano inoltre che lo studio misura un’associazione statistica e non una causalità certa, complice un limite metodologico evidenziato anche da Muy-Teck Teh della Queen Mary University, secondo cui la percezione del calore è soggettiva. Resta il fatto che il rischio assoluto di questo tumore rimane relativamente basso, con fattori come fumo e alcol che conservano un peso ben maggiore.

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