“Il futuro del Libano non sarà deciso da altri al suo posto, né la sua sicurezza e stabilità potranno diventare il prezzo di accordi conclusi in sua assenza”. È il messaggio lanciato dal premier libanese Nawaf Salam dal podio dell’Assemblea generale dell’Onu. Alla platea di leader e delegazioni riunite al palazzo di vetro, ha chiesto il rispetto del cessate il fuoco e il ritiro delle truppe israeliane “da tutto il territorio libanese fino ai confini internazionalmente riconosciuti, in conformità con l’Accordo generale di armistizio del 1949 e come sancito dalla risoluzione 1701″, insieme al “rilascio di tutti i nostri detenuti, il ritorno sicuro e dignitoso della nostra popolazione nei villaggi e nelle città e la ricostruzione di ciò che è stato distrutto dalla guerra”.
Durante il discorso ha poi espresso preoccupazione per la fine del mandato di Unifil nel sud del Paese, che terminerà a dicembre. “Quello che vogliamo sottolineare qui e oggi è la necessità di evitare il vuoto che il ritiro dell’Unifil potrebbe creare senza un accordo su una nuova forza internazionale che la sostituisca”, ha sottolineato Salam.
Con un messaggio indiretto a Hezbollah, Salam ha ribadito inoltre che le armi devono essere “esclusivamente nelle mani dello Stato” e che le decisioni sulla guerra e sulla pace devono spettare “unicamente alle sue istituzioni”. Infine, il primo ministro ha collegato la stabilità del Libano a quella dell’intera regione, sottolineando che “non può esserci stabilità duratura in Libano senza stabilità duratura nella nostra regione” e che non potrà esserci stabilità in Medio Oriente finché al popolo palestinese non sarà consentito di esercitare il proprio “inalienabile diritto all’autodeterminazione”.