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La previsione sballata di Meloni. Ad aprile scriveva: “L’Istat con buona probabilità rivedrà il pil al rialzo e usciremo dalla procedura: beffa per l’Italia e per gli italiani”

Ora la revisione attesa dalla premier è arrivata e il prodotto interno lordo è stato rivisto al rialzo di appena un decimale, allo 0,6% in termini reali, mentre la stima dell’indebitamento netto è peggiorata di 355 milioni di euro, col risultato che il rapporto è aumentato dal 3,073% al 3,079%
La previsione sballata di Meloni. Ad aprile scriveva: “L’Istat con buona probabilità rivedrà il pil al rialzo e usciremo dalla procedura: beffa per l’Italia e per gli italiani”
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“Per centrare l’obiettivo, sarebbero stati sufficienti appena 20 miliardi di Pil in più“. E visto che “da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo, con buona probabilità questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e per gli italiani“. Ad aprile Giorgia Meloni ne era sicura: la mancata uscita dalla procedura Ue era colpa delle stime poco accurate dell’istituto di statistica (obbligato a ricordare che le revisioni dei conti nazionali seguono un processo statistico e un calendario stabiliti a livello europeo).

Ma sarebbe stato, garantiva la presidente del Consiglio, un inciampo temporaneo, superabile dopo la revisione autunnale dei conti. Che ora è arrivata: e il prodotto interno lordo è stato rivisto al rialzo di appena un decimale, allo 0,6% in termini reali, mentre la stima dell’indebitamento netto è peggiorata di 355 milioni di euro, col risultato che il rapporto è aumentato dal 3,073% al 3,079%.

A peggiorare il deficit, nonostante 1,99 miliardi di maggiori entrate, è soprattutto la revisione della spesa per investimenti: le uscite in conto capitale sono state corrette al rialzo di 2,49 miliardi.

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