Morto Sandro Mazzola, il cordoglio di calcio e istituzioni: “Simbolo eterno, campione elegante di un’altra epoca”
“Una leggenda del nostro calcio“, “un simbolo indimenticabile“, “un campione elegante di un’altra epoca”. Il mondo del calcio e quello delle istituzioni si uniscono nel ricordo di Sandro Mazzola, l’ex calciatore bandiera dell’Inter e della nazionale morto a 83 anni. Le condoglianze arrivano da tutti i club di Serie A, a partire ovviamente dai nerazzurri: “C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile””, ricorda la società milanese in un post. “Sei stato e resterai per sempre una leggenda”, scrive il vicepresidente del club Javier Zanetti, altro storico capitano dell’Inter. “Un signore, un riferimento, un fuoriclasse in campo e nella vita. Ti devo tanto, Sandro. Sei stato tra le figure più importanti per me, quando da ragazzino in Argentina sognavo l’Inter: sei stato tra chi mi ha portato a Milano, un regalo di cui non smetterò mai di esserti grato. Riposa in pace”.
“Il presidente Aurelio De Laurentiis, mister Allegri, i dirigenti e tutta la ssc Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter e simbolo indimenticabile del calcio italiano. Alla sua famiglia la più sincera vicinanza da parte di tutto il club azzurro”, scrive su X la società partenopea. “L’As Roma esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano. Il club si stringe al dolore della sua famiglia e dei suoi cari”, il post del club della Capitale. La Juventus “ricorda con grande rispetto Sandro Mazzola, campione e gentleman del calcio italiano, protagonista di un’epoca, simbolo di classe, stile e passione per questo sport”. E il Milan rende omaggio a un “rivale storico e leale, leggenda dell’Inter e della Nazionale, protagonista della storia del calcio italiano. Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un’epoca indimenticabile del nostro calcio”.
Dal mondo della politica, ricordano la bandiera nerazzurra le più alte cariche delllo Stato, a partire da Giorgia Meloni: “Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano. Ha fatto gioire e appassionare generazioni di italiani, lasciando un segno indelebile nella nostra nazione”, scrive la premier sui social. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana definisce Mazzola “uno dei grandi del calcio italiano”: “Nerazzurro nel cuore, con la maglia della Nazionale ha regalato emozioni a tutto il Paese. Lo ricordiamo con affetto e gratitudine, protagonista di un calcio autentico, fatto di valori e di grandi storie, riferimento per generazioni di sportivi”. Per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, Mazzola “è stato uno dei volti più romantici del nostro calcio, una figura che tutti i giovani calciatori di oggi dovrebbero prendere ad esempio”. E il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo descrive come “un campione elegante di un’altra epoca, di quando gli stendardi del calcio italiano sapevano ancora suscitare sogni e passioni autentiche in milioni di italiani”.
“La scomparsa di Sandro Mazzola è un dolore profondo per me e per tutto il calcio italiano. Se ne va una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo”, è il commento del presidente della Figc, Giovanni Malagò. “Sandro è stato una bandiera, un capitano, un campione capace di attraversare un’epoca e di diventare memoria collettiva. Il figlio di Valentino che ha saputo trasformare un cognome immenso in una storia altrettanto grande, costruita con talento, personalità, coraggio e una straordinaria umanità. Mi piace pensare che abbia finalmente ritrovato suo padre e quei campioni con cui ha condiviso una delle pagine più belle del calcio italiano”.