La Polonia non si fida più di Musk e avvia un progetto con la Finlandia per avere il suo Starlink in campo militare
“Il culmine del processo che abbiamo iniziato sarà uno Starlink polacco. Chiunque segua da vicino la guerra russo-ucraina sa quanto siano importanti le comunicazioni. Sono assolutamente cruciali. Senza comunicazioni, non si ha nulla da cercare sul moderno campo di battaglia”. Così il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato ufficialmente, durante la 34esima edizione dell’International Defence Industry Exhibition svoltasi a Kielce, l’intenzione di abbandonare i collegamenti offerti dal miliardario americano Elon Musk, per sviluppare un sistema nazionale di comunicazione satellitare.
Il progetto prevede la collaborazione tra l’azienda statale Polska Grupa Zbrojeniowa (PGZ) e l’azienda spaziale finlandese Iceye. La PGZ è stata fondata nel 2013 e raggruppa fino a 60 aziende specializzate in progetti per la difesa, comunicazioni e cantieristica navale. Proprio in occasione della fiera di Kielce, la PGZ ha mostrato il primo modello di Ciężki Bojowy Wóz Piechoty (CBWP), veicolo da combattimento dedicato alla fanteria guidato da un equipaggio di tre soldati e con una capacità di trasportarne fino a 8. Il blindato è dotato di una torretta senza equipaggio ZSSW-30 con cannoncino da 30 millimetri, missili anticarro Spike e munizioni programmabili (ABM), progettate per ingaggiare sia bersagli terrestri che aerei. Ma, tutto questo, come dimostra il conflitto in Ucraina, non serve a nulla senza un efficace sistema di comunicazione satellitare. Per questo, già da un anno, l’azienda statale polacca ha avviato la collaborazione con i tecnici finlandesi: l’obiettivo è quello di garantire un sistema di osservazione a tutto campo.
Inizialmente, la Polonia pensava di avviare il progetto unendo le competenze con quelle delle aziende di Musk, tanto che il 28 novembre 2025 un razzo SpaceX Falcon 9 ha avviato la missione Transporter 15, lanciando in orbita il primo satellite militare di Varsavia.
Ma i rapporti con Musk sono peggiorati. Il 12 agosto scorso il governo polacco ha chiesto a Starlink di revocare la decisione che escludeva la nazione dai servizi in roaming europei. Una motivazione ufficiale da parte di Starlink non c’è, ma è un fatto che la Polonia non è inclusa nella lista dei paesi europei a cui il servizio è garantito. Krzysztof Gawkowski, ministro per il settore digitale, su X ha scritto così: “Non sono d’accordo con il fatto che un’azienda tecnologica globale tratti i polacchi peggio degli altri europei. Se la SpaceX di Elon Musk vuole operare in Polonia, trarre vantaggio dal mercato polacco e guadagnare dai clienti polacchi, deve trattarli in modo equo e paritario”.
Altra lite a distanza si era registrata nel marzo 2025 tra il ministro degli Esteri Sikorski e il magnate americano, rispetto alle forniture di terminali Starlink all’Ucraina, per cui Varsavia spende 50 milioni di dollari all’anno. Musk scrisse a Sikorski: “Stai zitto, ometto”. La replica fu altrettanto secca: “Ehi, Elon Musk, grande uomo, smettila di discriminare gli utenti polacchi di Starlink o potremmo riconsiderare il pagamento dei 50 milioni di dollari all’anno per i tuoi servizi”.
Alla fine, considerando la nuova collaborazione con l’azienda finlandese, Varsavia ha deciso di percorrere una strada autonoma rispetto ai servizi di Musk. Iceye ha confermato che “sarà responsabile dello sviluppo dell’architettura del sistema satellitare, della progettazione e produzione delle piattaforme spaziali e della gestione delle operazioni satellitari. Il ruolo di PGZ sarà quello di organizzare la base industriale nazionale del programma, individuando le aziende del gruppo che contribuiranno con le proprie capacità produttive, competenze e infrastrutture tecniche”.
Il partner finlandese non è stato scelto a caso, dato che ha già fornito satelliti radar ad apertura sintetica (SAR) all’esercito polacco, nell’ambito del programma MikroSAR, un contratto firmato nel maggio 2025 per circa 200 milioni di euro. Il MikroSar utilizza radar ad apertura sintetica (SAR) al posto delle telecamere ottiche e promette di funzionare con ogni condizione meteo per supportare la ricognizione strategica, la sorveglianza delle frontiere e il tracciamento marittimo.