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Dieci giocatori del vivaio e una piattaforma di scouting nata da tre studenti di ingegneria: così il Viking è tornato in Champions dopo 34 anni

Secondo nell’albo d’oro con 9 scudetti (insieme al Fredrikstad) dietro all’inavvicinabile Rosenborg a quota 26, il club norvegese è guidato da due allenatori in panchina: Morten Jensen e Bjarte Lunde Aarsheim
Dieci giocatori del vivaio e una piattaforma di scouting nata da tre studenti di ingegneria: così il Viking è tornato in Champions dopo 34 anni
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Oljebyen. Tradotto dal norvegese: la capitale del petrolio. Soprannome nato il 23 dicembre 1969, quando l’oro nero venne a galla a poco meno di 200 chilometri di distanza nel Mare del Nord. È Stavanger, una delle città più importante della Norvegia ma anche una delle più vecchie. Qui sono stati trovati insediamenti datati a circa 10mila anni fa. E qui, quest’anno, torna anche la Champions League dopo 34 anni: il Viking debutterà a Stoccarda nella fase campionato, mercoledì 9 settembre. Per la prima volta dal 1999 la Norvegia ha due squadre nella fase finale della Champions, il Bodo e, appunto, il Viking. Un risultato arrivato grazie al successo nei playoff contro la più blasonata Dinamo Zagabria (2-2 in Croazia e 3-1 in Norvegia), che nessuno si sarebbe mai aspettato, ma che è tutto fuorché sorprendente.

Il Viking è uno dei club più vincenti della Norvegia, secondo nell’albo d’oro con 9 scudetti (insieme al Fredrikstad) dietro all’inavvicinabile Rosenborg a quota 26; il più recente nel 2025. I Blu scuro sono quindi i campioni in carica, guidati da due allenatori in panchina: Morten Jensen e Bjarte Lunde Aarsheim, arrivati entrambi nel 2021. E questo dualismo è uno dei tratti distintivi del Viking. Il primo cura più la tattica, il secondo la parte emotiva. Un duo che ha messo insieme una squadra vincente nonostante un budget compreso tra due e tre milioni di euro, e che ha tra i suoi segreti una piattaforma di scouting fondata nel 2021 da tre studenti di ingegneria, Fokus.

Alcuni dei perni della rosa di JensenAarsheim arrivano dai suoi dati, come il difensore centrale Henrik Falchener. Un sistema utilizzato anche da altri club del campionato norvegese, basato principalmente su tre aspetti: l’identificazione del giocatore; la pianificazione del mercato; i movimenti legati agli stipendi e ai trasferimenti. Ma oltre agli algoritmi, dietro al successo e alle imprese del Viking c’è una grande organizzazione del settore giovanile. A Stavanger c’è una delle Accademie più importanti del Paese: Kristian Thorstvedt del Sassuolo e il terzino del Borussia Dortmund Julian Ryerson vengono da qui.

Oggi dieci calciatori su 26 provengono dal settore giovanile, e sei sono nati a Stavanger. La rosa attuale ha solo otto stranieri. I blu scuro hanno investito grande risorsi in strutture, tecnici qualificati e nella ricerca dei giovani, con occhi puntati su tutta la Norvegia. Tra i giocatori del vivaio ci sono anche Tobias Moi ed Edvin Austbo, trascinatori nella vittoria contro la Dinamo Zagabria che ha spalancato le porte della massima competizione europea. Quelle porte che il prossimo 27 gennaio porteranno il Viking anche in Italia, allo stadio Diego Armando Maradona contro il Napoli. Esattamente a dieci anni dalla retrocessione e dal rischio di una bancarotta.

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