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Caldo e rischio idraulico, le scuole italiane impreparate ad affrontare la crisi climatica. Il report di Cittadinanzattiva: “Urgente una pianificazione strategica”

A questo problema si aggiungono quelli di sempre. Resta ancora molto elevato il numero degli edifici scolastici non in possesso dell’agibilità (23.218; 59%) né della prevenzione incendi (22.968; 58,36%). I dati
Caldo e rischio idraulico, le scuole italiane impreparate ad affrontare la crisi climatica. Il report di Cittadinanzattiva: “Urgente una pianificazione strategica”
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La nuova emergenza si chiama: crisi climatica. Il caldo aumenta ma le scuole e i loro territori non sono pronti ad affrontarlo. Non stiamo parlando solo della mancanza di condizionatori (solo un istituto su tredici è dotata di impianti di climatizzazione) ma di oltre un milione di studenti che vanno a lezione in zone a rischio idraulico. Occorre predisporre e finanziare un Piano nazionale di adattamento climatico triennale che combini interventi strutturali (efficientamento, raffrescamento sostenibile) e naturali (estensione del verde e creazione di “rifugi climatici” nei cortili aperti alla cittadinanza). A lanciare il nuovo allarme è Cittadinanzattiva che stamattina, nella sala stampa della Camera dei Deputati, ha presentato il XXIV rapporto sulla sicurezza a scuola con un focus sui rischi idraulico e idrogeologico.

Adriana Bizzari, coordinatrice nazionale del settore istruzione dell’associazione è stata chiara: “I dati di quest’anno evidenziano una situazione critica che non possiamo più ignorare. Agli storici problemi di assenza o carenza di certificazioni, di interventi di manutenzione, di analisi e interventi su soffitti e controsoffitti che tanti crolli provocano, si aggiunge l’urgenza di affrontare le conseguenze della crisi climatica e del dissesto del territorio con una pianificazione strategica, non con interventi spot dell’ultimo minuto. Chiediamo al Governo un investimento costante per l’edilizia scolastica di almeno un miliardo di euro all’anno di cui la metà da destinare al piano clima per le scuole. È necessario, prepararsi aggiornando i piani di emergenza e rendendo obbligatorie le prove di evacuazione anche per alluvioni e terremoti”.

A questo problema si aggiungono quelli di sempre. Resta ancora molto elevato il numero degli edifici scolastici non in possesso dell’agibilità (23.218; 59%) né della prevenzione incendi (22.968; 58,36%). Nel caso del collaudo statico la percentuale è inferiore, 42,09%, ma riguarda un numero considerevole di unità strutturali, cioè di corpi dei diversi edifici (32.808). Riguardo agli interventi di adeguamento e miglioramento sismici, la situazione è ancora molto critica, in quanto questi interessano rispettivamente solo il 4% e il 3,8% degli edifici scolastici. Più incoraggianti i dati relativi agli edifici progettati secondo la normativa sismica che sono 13.379, pari al 17% del totale. Quest’anno tra settembre 2025 e agosto 2026 ci sono stati 68 crolli, di cui 23 nelle regioni del Sud e nelle Isole (33,82%), 25 in quelle del Nord (36,76%), 20 nelle regioni del Centro (29,41%).

L’articolo 34 della Costituzione “La scuola è aperta a tutti” sembra sempre più disatteso: solo il 40% degli edifici scolastici risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria. La mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità rappresentano le barriere più diffuse (50%). Frequenti sono anche le scuole sprovviste di servo scala interno (37%), bagni a norma (25%) o rampe interne per il superamento di dislivelli (25%). Critico l’accesso per le persone con disabilità sensoriali, in quanto gli ausili senso-percettivi – con segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia – sono presenti solo nel 16,5% delle scuole, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili, necessari a rendere gli spazi accessibili agli alunni con cecità o ipovisione, sono presenti entrambi solo nell’1,2% delle scuole.

Cittadinanzattiva quest’anno ha messo gli occhi anche sul problema amianto: non esiste un censimento nazionale unico e omogeneo sulla presenza dell’amianto nelle scuole. Le uniche informazioni esistenti sono fornite dall’Inail e dall’Ona, l’ Osservatorio nazionale amianto. Per formulare un’ipotesi realistica, l’Inail ha preso come termine di paragone la Lombardia, una delle pochissime regioni ad aver completato una mappatura puntuale: qui su 5.470 edifici scolastici censiti, 1.127 (il 20,6%) contengono materiali con amianto. Proiettando questo dato sul totale degli istituti italiani costruiti tra gli anni ’60 e ’90, prima del divieto d’uso introdotto con la Legge 257/1992, si è stimato che gli edifici scolastici potenzialmente a rischio sull’intero territorio nazionale possano essere oltre 14 mila.

E il Pnrr? A detta di Cittadinanzattiva complessivamente gli interventi di edilizia scolastica previsti dal Piano sono 9.527 e comprendono le scuole nuove, gli asili nidi e le scuole per l’infanzia, gli interventi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico, le mense e le palestre. Di questi, alla data del 13 giugno 2026, sulla piattaforma Italia Domani ne risultano conclusi o in fase di collaudo 5.825, pari al 61% del totale. Per tutti gli interventi sopra elencati l’esborso economico complessivo è pari a undici miliardi di euro e 665 milioni, poco meno dei 12 miliardi inizialmente stanziati. Unica nota positiva: i fondi destinati nel 2025 dai cittadini all’edilizia scolastica, attraverso la quota dell’Otto per mille. Gli italiani hanno compreso – forse più del Governo – la situazione drammatica delle nostre scuole e tra le scelte espresse dai contribuenti pari a quasi 155 milioni di euro, la voce che ha totalizzato le maggiori preferenze è stata l’edilizia scolastica con poco più di 70 milioni di euro ed un aumento considerevole rispetto all’anno precedente in cui tale quota era stata di 59,1 milioni di euro.

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