Il voto in Sassonia-Anhalt, Salvini e Vannacci esultano: “Successo clamoroso”, “Merz ha l’ulcera”. Tajani: “Pessima notizia”. Conte: “Riarmo invece di lotta alle diseguaglianze, così Afd è prima”
Il risultato elettorale in Germania, con il trionfo dell’AfD in Sassonia-Anhalt, alimenta inevitabilmente il dibatito politico anche in Italia. Se c’è chi esulta come il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, e il vicepremier leghista Matteo Salvini che si complimenta con “l’amica Alice Weidel e tutta AfD” per il “successo clamoroso”, c’è chi come il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte riflette sul risultato tedesco: “Riarmo invece di lotta alle diseguaglianze, così AfD è prima“. Anche per il leader di Forza Italia Antonio Tajani si tratta di “una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale”.
Nella destra italiana è Salvini a dare il via ai festeggiamenti: il trionfo di Afd “evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici. Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama democrazia. Un’altra Europa è possibile”, scrive su X il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo segue a ruota Vannacci: “L’Europa cambia. Merz ha l’ulcera. Monti dovrà dedicare la sua scarsa energia anche a loro. Nessun dorma“, ha commentato sui social.
Antonio Tajani la pensa diversamente: “L’esito del voto è l’affermazione di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia ed è una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale”. Lo dichiara il ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. “La scelta degli elettori va sempre rispettata, ma questo non ci impedisce di lavorare per mettere in campo tutte le contromisure e iniziative politiche necessarie per evitare che qualsiasi deriva populista e fanatica dilaghi in Europa”, aggiunge.
Da Fratelli d’Italia c’è meno entusiasmo rispetto al leader della Lega. Il deputato di FdI Emanuele Loperfido commenta “l’altissima, storica affluenza” in Sassonia-Anhalt, “segno della volontà della popolazione di ritenere ancora come sia la politica, tramite il voto, lo strumento per dare risposte alle esigenze del Paese”. “Ovviamente noi non entriamo nel merito delle scelte dei cittadini, non lo facciamo in Italia, men che meno in altri Paesi – aggiunge Loperfido -. Si rispetta ogni esito elettorale. Quando vi è un risultato simile evidentemente la maggioranza dei residenti della Sassonia-Anhalt chiede un cambio di passo“. Il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi parla di “un risultato chiaro e in qualche misura previsto. È chiaro che un voto regionale non va sovraccaricato di significato, ma un’analisi del voto va fatta con lucidità e razionalità”, sottolinea. “Da parte dell’Europa e dei paesi che ne fanno parte – continua – serve un cambio di passo sulle politiche di accoglienza e sul rilancio dell’economia e dell’inclusione sociale. In ogni caso, per quanto ci riguarda, nessun voto può far cadere la pregiudiziale nei confronti dei partiti estremisti, di destra e di sinistra”, conclude.
Giuseppe Conte punta il dito sulle scelte dei governi europei, Italia compresa: “Rischiamo una disoccupazione record e di non finanziare sanità e scuole per tutti, però approviamo piano di riarmo da 800 miliardi. Come si fa a buttare 100 miliardi l’anno sulle armi anziché lavorare su un progetto comune europeo per puntare alle nuove sfide?”. Durante “Amelia” la festa dei Giovani Democratici di Pesaro Urbino, il leader del M5s sottolinea che proprio questo contesto “porta ad una situazione in cui l’estrema destra in Sassonia diventa primo partito”. “Chi ha uno spazio fiscale oggi si sta riarmando, – ha lamentato Conte – chi non lo ha sta distruggendo risorse per le armi come nel caso dell’Italia, dove si parla di 21 miliardi di euro che andremo a prendere dai fondi di coesione, che servirebbero invece a combattere le disuguaglianze”. “Von Der Leyen convocò un Consiglio europeo che durò pochissimo e chiese il Piano di riarmo europeo che venne approvato senza nessuna discussione. – ha ricordato il leader M5s – Un piano da 800 miliardi che non è passato né al Parlamento Europeo né nel Parlamento Italiano, eppure è stata una scelta forte per il futuro dei nostri figli e nipoti. Sono meravigliato dei vari premier che hanno approvato questo piano davanti a una crisi economica, industriale, della manifattura. Non riusciamo ad essere competitivi nel mondo sulle nuove sfide”.
Per Angelo Bonelli “è un segnale d’allarme per tutta l’Europa, che rischia di essere travolta da nazionalismi e suprematismi razziali. Un voto che rischia di riportare indietro le lancette della storia. Questo risultato impone una riflessione profonda alle forze progressiste, a partire dalle politiche europee. Non si può continuare a ignorare il contrasto alla povertà nei quartieri popolari, proprio quelli che in Sassonia-Anhalt hanno scelto in massa l’AfD. Non si può continuare con una logica di guerra e riarmo che alimenta paura e insicurezza nelle persone invece di rispondere ai loro bisogni reali, conclude il deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde chiedendo un “cambio di passo”. “Ha vinto la paura. Con un’ampia partecipazione che ci interroga e prende a schiaffi”,afferma il senatore del Pd, Filippo Sensi: “La Cdu – aggiunge – ha sbagliato tutto lo sbagliabile in questo piccolo Land. La Spd ha numeri da vergogna. Vedremo se i nazisti avranno la maggioranza assoluta, i seggi per comandare da soli, o se avranno bisogno dell’aiutino di qualche utile idiota, magari rossobruno; ce ne sono purtroppo in ogni Paese”, sottolinea Sensi.
Per il segretario di Più Europa Riccardo Magi “una nube nera si addensa sull’Europa come dimostra la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt con un’agenda all’insegna della xenofobia, della demagogia nazionalista e che fomenta la paura e l’insicurezza tra i cittadini. Una nube che anche in Italia sta diventando sempre più nera e che abbiamo il dovere di fermare“. Secondo il leader di Azione, Carlo Calenda, “l’Unione europea è a rischio. L’insorgere di nazionalismi che guardano ai totalitarismi passati non hanno precedenti nella storia dopo la seconda guerra mondiale”.