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Unito civilmente al suo compagno, ma si oppone a patrocinare il Pride: il paradosso del sindaco FdI di Pordenone

Nonostante le nozze con un collega leghista, il primo cittadino meloniano ha annunciato di non voler sostenere la manifestazione in programma a Udine: "Una carnevalata"
Unito civilmente al suo compagno, ma si oppone a patrocinare il Pride: il paradosso del sindaco FdI di Pordenone
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Pochi mesi fa ha celebrato la propria unione civile omosessuale con un altro sindaco di centrodestra, il leghista Loris Biazzo di Carlino (Udine). Eppure Alessandro Basso, primo cittadino FdI di Pordenone, si oppone a concedere il patrocinio del proprio Comune al Pride: “Non è con le carnevalate che migliorano le cose”. A far emergere il paradosso è la sesta edizione della manifestazione Lgbt+ friulana, in programma sabato 3 ottobre a Udine. Il sindaco della città ospitante, Alberto Felice De Toni, di centrosinistra, ha concesso il patrocinio, mentre Basso a Pordenone ha annunciato che non lo farà. E già quando venne eletto dichiarò che non avrebbe voluto l’evento nella sua città: “Sicuramente non con il patrocinio del Comune che amministro. Non è con queste manifestazioni che si percorre la strada dei diritti”. “La mia unione civile è una scelta di vita personale”, ha spiegato il sindaco all’emittente Antenna Tre, distinguendola dalle scelte dell’amministrazione. “Vi pare che Pordenone non abbia dato ampia dimostrazione di essere avanti sul tema dei diritti? Lo è con i fatti e non con gli slogan”. Poi spiega: “Non è pervenuta alcuna richiesta di patrocinio, quindi, non mi sono confrontato con la giunta, ma il parere rimane il medesimo degli anni passati, con un orientamento a non prestarci (e nel mio caso nemmeno prestarmi) a una provocazione”.

Siccome però nel frattempo il sindaco si è unito civilmente con il suo compagno, le opposizioni sono insorte. “Diritti per tutti o solo per alcuni? Le contraddizioni del sindaco Basso”, scrive in un post la lista civica di opposizione “Il Bene comune”, che pubblica anche la foto dell’unione civile. “Pochi mesi fa abbiamo fatto i nostri più sinceri auguri al sindaco di Pordenone. Un passo bellissimo, possibile grazie a decenni di lotte per i diritti Lgbtqia+. Oggi, però, ci troviamo davanti a una forte contraddizione. Leggiamo con rammarico che l’amministrazione Basso nega patrocini a iniziative sui diritti e si oppone al sostegno concesso dal sindaco di Udine al Pride locale”. Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana, e Michele Ciol, segretario del circolo pordenonese, hanno firmato una nota: “Invece di essere intrisi di discriminazioni istituzionalizzate verso gli altri, Basso faccia un passo avanti e proponga innanzitutto l’adesione alla rete nazionale Re.a.dy contro le discriminazioni come già fatto dal Comune di Udine. Impegni davvero la sua amministrazione e la città a prevenire e contrastare le discriminazioni sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, dato che gli episodi di violenza e bullismo contro la comunità Lgbtqi si ripetono ogni giorno in tutta Italia”.

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