Il mondo FQ

Vox riunisce l’estrema destra in Cile per la sua “riconquista dell’Iberoamerica”: presenti politici da 25 Paesi

Nella capitale Santiago, il 3 e 4 settembre si è tenuta la quinta edizione regionale del Foro Madrid, contro "comunismo e globalismo". Leader da tutto il mondo, tra cui Kast e Milei
Vox riunisce l’estrema destra in Cile per la sua “riconquista dell’Iberoamerica”: presenti politici da 25 Paesi
Icona dei commenti Commenti

L’estrema destra di Santiago Abascal, leader del partito spagnolo Vox, arriva in Cile con lo slogan “Una nuova era per l’Iberoamerica”. Nella capitale Santiago, il 3 e 4 settembre si è tenuta la quinta edizione regionale del Foro Madrid. L’iniziativa, promossa dalla Fundación Disenso, think tank e braccio ideologico di Vox, vede la partecipazione di presidenti, politici e giornalisti della destra tradizionale e dell’estrema destra latinoamericana. Oltre al presidente cileno José Antonio Kast, partecipano il presidente dell’Argentina Javier Milei e politici provenienti da oltre 25 Paesi tra cui Colombia, Messico, Honduras, Perù e Venezuela. Assente Abascal, impegnato in Parlamento per la discussione sulla crisi a Ceuta, sostituito dal segretario del partito Ignacio Garriga.

Per gli organizzatori dell’evento, la scelta del Cile è strategica ed è “la dimostrazione che la riconquista è possibile“. Si tratta di “un atto di riconoscimento nei confronti di una nazione che si è opposta per due volte a coloro che hanno cercato di imporre un modello che altri popoli della regione conoscono e subiscono”. Il riferimento è alla vittoria di Kast alle elezioni presidenziali, oltre che al fallimento del referendum costituzionale promosso nel 2022 dall’ex presidente Gabriel Boric. L’obiettivo del vertice è “riflettere sulla nuova era che si è aperta nella regione, così come in Europa e negli Stati Uniti” e “avanzare nella riconquista dei valori e dei principi occidentali che definiscono la civiltà che ci unisce”.

Non è la prima volta che Vox organizza summit internazionali in America Latina nel segno di una strategia più ampia volta a consolidare alleanze con esponenti delle destre del Cono Sud. Dal 2022 al 2025 si sono tenute quattro edizioni del Foro Madrid a Bogotà, Lima, Buenos Aires e Asunción. Usando proprio la Fundación Disenso e i suoi mezzi di comunicazione come il giornale online La Gaceta de la Iberosfera, Vox sta tessendo una rete transnazionale affine alla sua ideologia. Il documento programmatico di questa strategia è indicato nella Carta di Madrid: lanciato nel 2020, il manifesto politico impegna i firmatari, tra cui c’è anche Giorgia Meloni, a combattere i governi progressisti e di sinistra unendo le forze della destra radicale su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il documento elabora il concetto di “iberosfera”, concezione secondo la quale i Paesi dell’America Latina sono parte di una comunità più ampia legata alla Spagna e hanno una cultura comune che costituirebbe un fronte di azione contro il “pericolo del comunismo e del globalismo”.

La stessa composizione degli organi decisionali della Fundación Disenso mostra il ponte che Vox ha costruito con settori dell’estrema destra dell’America Latina. Tra i suoi membri figurano personalità come Ernesto Araújo, ex ministro degli Esteri del Brasile durante il governo di Jair Bolsonaro, e Agustín Laje, direttore esecutivo della Fundación Faro e figura di spicco della destra argentina.

Prima di essere eletto presidente del Cile, Kast ha firmato la Carta di Madrid e ha preso parte attivamente agli incontri organizzati dalla fondazione. Ora la sua partecipazione alla due giorni sta causando numerose polemiche, e non solo tra i membri dell’opposizione. Anche alcuni esponenti del suo schieramento hanno dichiarato che è poco opportuno che il capo dello Stato prenda parte all’evento. In un’intervista rilasciata a Radio Cooperativa, Kast ha difeso la sua scelta riconoscendo i legami che da anni lo uniscono alla fondazione di Abascal. L’evento si tiene mentre il governo affronta la sua prima crisi: l’esecutivo ha presentato al Senato un progetto di riforma costituzionale che prevede la possibilità di stabilire lo “stato di eccezione” in caso di problemi per la sicurezza pubblica, limitando le libertà individuali e di associazione. Dall’opposizione, l’iniziativa legislativa è stata accusata di essere “illiberale” e poco affine a una democrazia.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione