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Strage alle nozze in Iran: “La festa colpita direttamente da una munizione Usa”. J.D. Vance promette un’inchiesta

Il bersaglio dichiarato, una torre di telecomunicazioni, secondo un'analisi di Reuters si trovava a circa 135 metri, nel cuore di un centro abitato. Il vicepresidente: "Vogliamo sapere". Ma a sei mesi resta senza risultati pubblici anche l'inchiesta sul bombardamento della scuola di Minab
Strage alle nozze in Iran: “La festa colpita direttamente da una munizione Usa”. J.D. Vance promette un’inchiesta
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Un sandalo dalle fascette dorate. E poi decorazioni colorate realizzate secondo le usanze del luogo, in mezzo alle macerie. Resta poco altro della festa di matrimonio sulla cui, attorno alle 21.30 locali del 1° settembre è piombato un proiettile esploso dall’esercito Usa, causando quattro vittime e una settantina di feriti. Nel mirino c’era una torre di telecomunicazioni che dista 135 metri dalla casa dove decine di persone stavano celebrando le nozze. In mezzo, a osservare l’area dall’alto, ci sono le case, le strade e i negozi di Kuhestak, centro abitato della contea di Sirik, nel sud dell’Iran. Dopo avere verificato fotografie e video e averli sottoposti a 4 esperti di armamenti, Reuters ha concluso che l’esplosione è stata provocata da un impatto diretto di una munizione statunitense.

Due funzionari, citati dall’agenzia dietro la garanzia di anonimato, hanno confermato che le forze Usa hanno attaccato l’area di Kuhestak prendendo di mira la torre di telecomunicazioni che secondo le autorità locali forniva servizi di telefonia mobile e internet. Esplorando l’area con i vari servizi di mappe, non esistono immagini che possano confermare questa versione a parte una, rintracciabile attraverso Google Earth. E’ stata scattata nel novembre 2023 e riprende la torre da una cinquantina di metri di distanza. L’area appare libera al passaggio, non custodita e, effettivamente, appare a tutti gli effetti una infrastruttura civile, posta peraltro di fronte a un negozio al dettaglio (a sua volta investito dai detriti dell’esplosione) e al porto della cittadina, ricolmo di piccole barche e reti da pesca.

Nell’immagine dall’alto, la linea gialla (nella foto in alto) tracciata tra i due punti misura tra i 135 e i 140 metri e attraversa il tessuto urbano del paese. L’antenna si trova su un lato della strada principale, mentre la casa colpita è dall’altra parte del quartiere. La torre appare affacciata su edifici, abitazioni e attività commerciali: non si vedono recinzioni, muri o protezioni che la identifichino come una struttura militare.

Gli esperti consultati da Reuters hanno esaminato il foro circolare sul tetto della casa in cui era in corso la festa e i danni causati dall’esplosione. “Sembrano essere provocati da una munizione esplosa a contatto con il tetto, o appena sopra di esso”, ha detto Trevor Ball, ex tecnico specializzato in ordigni esplosivi secondo il quale si è trattato di un colpo diretto: “Non possono essere dovuti a frammenti provenienti dall’impatto con la vicina torre di telecomunicazioni”. Per Gareth Collett, ex militare britannico, potrebbe essersi trattato di “una munizione statunitense da 500 libbre sganciata da un aereo, piuttosto che per un missile di difesa aerea iraniano”. Se nel mirino c’era l’antenna e la casa è stata centrata da una munizione diretta, resta da spiegare come sia stato possibile uno scarto di 135 metri. Per Collett l’arma potrebbe avere mancato il bersaglio: “Dato il numero di bombe che sono state sganciate, questo accade di tanto in tanto anche con i sistemi di guida più sofisticati”.

Stiamo indagando perché ovviamente ci interessa. Vogliamo sapere”, ha detto il vicepresidente JD Vance in un briefing alla Casa Bianca. Parole che riportano a quanto accaduto sei mesi fa. Il 28 febbraio, nel primo giorno della guerra contro l’Iran, un attacco distrusse la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh, a Minab, che dista appena 50 km da Kuhestak. Le autorità di Teheran hanno parlato di oltre 175 bambini e insegnanti uccisi, il che ne farebbe il più grave incidente con vittime civili degli ultimi decenni per gli Usa. Un’indagine preliminare interna americana ha indicato che le forze statunitensi erano probabilmente responsabili dell’attacco. La scuola sorgeva accanto a un complesso dei Pasdaran, ma immagini satellitari e fonti pubbliche mostravano che da anni aveva una funzione scolastica.

L’edificio che ospitava la scuola era stato in passato collegato al complesso militare vicino, ma era stato fisicamente separato da esso da diversi anni. Il problema, secondo alcune indagini giornalistiche, non era stata l’assenza di dati ma la possibilità che quei dati non fossero stati aggiornati e verificati. Anche in quel caso il Dipartimento della Difesa annunciò un’inchiesta. Il segretario Pete Hegseth in persona promise un’indagine completa. Ma oggi, sei mesi dopo, il Pentagono non ha ancora reso pubblici i risultati finali.

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