Uccide la moglie e il figlio 14enne, poi si toglie la vita: omicidio-suicidio a Finale Ligure. Trovato un biglietto
Una nuova tragedia familiare dopo il caso della famiglia di Pietralata. Tutto è avvenuto a Finale Ligure, nel Savonese. I corpi di Paola Siri, 50 anni, del figlio Mattia, 14, e del marito e padre Daniele Baruzzo, anche lui cinquantenne, sono stati trovati nella tarda mattinata di giovedì nella loro abitazione di via dei Forti di Legnino. L’ipotesi investigativa è quella di un omicidio-suicidio. Secondo la ricostruzione al vaglio dei carabinieri, Baruzzo avrebbe ucciso nel sonno la moglie e il figlio, per poi togliersi la vita. Nell’appartamento è stata trovata e sequestrata la pistola, legalmente detenuta, che sarebbe stata utilizzata nella strage.
L’uomo aveva regolare porto d’armi e frequentava il poligono di tiro. Le indagini dovranno ora chiarire con precisione la sequenza dei fatti e soprattutto le ragioni che lo avrebbero spinto a uccidere la moglie e il figlio. Durante la perquisizione dell’abitazione, secondo quanto riportato da La Stampa, è stato trovato anche un biglietto che potrebbe contenere elementi utili agli investigatori per ricostruire il movente.
Al momento, le prime informazioni escluderebbero problemi legati alla perdita del lavoro o a difficoltà economiche. Baruzzo lavorava alle dipendenze della Bitron di Savona, mentre Mattia frequentava la scuola e giocava nel settore giovanile del Finale FBC. La famiglia, secondo quanto emerso, sarebbe dovuta partire nelle prossime ore per una crociera. A far scattare l’allarme sarebbe stato il datore di lavoro dell’uomo, preoccupato perché Baruzzo non si era presentato al lavoro. Un parente è andato a verificare ma, non ricevendo risposta, avrebbe dato l’allarme ai carabinieri.
Il profilo di Baruzzo che emerge dai racconti delle persone che lo conoscevano – intervistate dal Secolo XIX – è quello di un uomo che negli anni aveva dovuto affrontare diverse difficoltà familiari. “Daniele era un uomo a cui la vita non aveva regalato molto”, raccontano gli amici al quotidiano ligure. La sua quotidianità, spiegano, era divisa tra il lavoro e l’impegno nell’assistere e accudire alcuni familiari. “Eppure mai una lamentela, mai una richiesta di aiuto”, ricordano le persone che lo conoscevano. Un peso che, secondo questa testimonianza, Baruzzo avrebbe tenuto per sé. “Aveva sempre cercato di occuparsi di tutto”, è il quadro che emerge dalle voci raccolte dopo la tragedia.
Sotto choc sono i vicini e l’intero quartiere, affacciato sul mare nelle prime colline di Finale Ligure. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Albenga, coordinati dal pm Maddalena Sala, che stanno raccogliendo testimonianze e passando al vaglio ogni elemento utile a chiarire quanto accaduto.
Profondo il dolore anche nel mondo dello sport. Il Finale FBC, la squadra nella quale giocava Mattia, ha espresso cordoglio per la morte del giovane atleta. “Una tragedia ha spezzato la vita di un nostro giovane atleta e ha colpito profondamente tutta la nostra comunità”, ha scritto la società su Facebook. Il club ha deciso di sospendere tutte le attività del settore giovanile, compresi allenamenti e partite, fino a domenica. “Ricorderemo il nostro giovane atleta per la sua presenza nel gruppo, per i momenti condivisi e per il legame costruito con i compagni e con tutta la società”.
Anche il Comune di Finale Ligure ha espresso “profondo dolore” per quanto accaduto. Tutte le manifestazioni previste nei prossimi giorni e nel fine settimana saranno rinviate. L’amministrazione comunale ha inoltre annunciato che, in attesa delle comunicazioni ufficiali degli organi competenti, per il giorno dei funerali delle vittime sarà proclamato il lutto cittadino.