Scuola, il caro benzina pesa anche sui docenti: “Chiediamo un bonus da 200 euro al mese per gli insegnanti fuori sede e i pendolari”
Un contributo da 200 euro al mese per i docenti fuori sede e i pendolari. È quello che propone il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani (CNDDU) per permettere anche agli insegnanti di fronteggiare il caro carburanti. Ma non solo: “Il contributo, in caso di un effettivo aggravio economico, riguarderà anche il personale in servizio in più Comuni“. Ancora però è difficile dire quanti sono questi docenti perché soltanto nelle prossime ore i dirigenti stabiliranno chi dovrà lavorare in diversi istituti a distanza di chilometri l’uno dall’altro.
La proposta dell’associazione non nasce a caso. Nella riunione del 26 agosto scorso il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per prorogare fino al 5 settembre il taglio sulle accise. Si tratta di uno sconto di 17 centesimi sul gasolio, introdotto il 4 agosto e inizialmente rinnovato fino al 26 agosto. L’ultima proroga però avrebbe un costo di circa 130 milioni di euro. E per questo il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che “è necessario cambiare rotta e pensare a sostegni verso categorie specifiche”. Un’affermazione che ha scatenato le reazioni tra i lavoratori, a partire dalla Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio fino al settore dei bus turistici.
Ora anche i docenti sono pronti a tirare la giacchetta al Governo. Il gasolio infatti continua a viaggiare a livelli altissimi da più di sei mesi: il prezzo medio in autostrada ha raggiunto oggi, 2 settembre, i 2,206 euro al litro in modalità self e sulla rete stradale nazionale si attesta intorno ai 2,131 euro al litro. Sono prezzi insostenibili per la popolazione e per chi ogni giorno è costretto a spostarsi con i propri mezzi o con i mezzi pubblici che continuano ad alzare i costi dei biglietti. Il Coordinamento dei docenti della disciplina dei diritti umani ritiene che le misure messe in campo dal governo non bastino a contenere la crisi: “La formula del bonus carburante evidentemente è riduttiva. L’importo dovrebbe essere graduato in relazione alla distanza effettivamente percorsa per esigenze di servizio, alla frequenza degli spostamenti, alle spese sostenute e alla concreta disponibilità di collegamenti pubblici compatibili con gli orari di lavoro. L’Isee potrebbe concorrere alla definizione della platea dei beneficiari senza rappresentarne necessariamente l’unico parametro”.