Mercato auto Italia, ad agosto continua la crescita. Immatricolazioni a +3,2%
Il mercato italiano delle quattro ruote archivia il mese di agosto segnando un incremento delle immatricolazioni di autovetture nuove pari al +3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a 69.411 unità. Il cumulato dei primi otto mesi dell’anno (periodo gennaio-agosto) tocca 1.131.901 unità immatricolate, pari al +8,6%. Per il quinto mese consecutivo l’ibrido (mild e full hybrid) sfiora il 50% delle immatricolazioni mensili, registrando ad agosto 32.670 unità, pari al 47,02% del totale, in crescita del +7,95%. Nel cumulato gennaio-agosto la quota dell’ibrido classico è del 49,21% con 557.039 unità, pari a una crescita del +21,18%. Le motorizzazioni ibride plug-in ad agosto si attestano all’11,80% del totale, con 8.199 unità e una rilevante crescita del +69,93%. Nei primi otto mesi dell’anno, le plug-in totalizzano 106.045 unità immatricolate, pari al 9,37% del mercato (+78,30%).
Le vetture elettriche ad agosto valgono il 6,34% di quota con 4.406 unità e un incremento del +34%. Tale risultato riflette l’esaurimento delle consegne di veicoli che hanno beneficiato degli incentivi statali. Nel cumulato gennaio-agosto le elettriche a batteria raggiungono le 90.742 unità immatricolate, pari all’8,02% del totale.
Per quanto riguarda le motorizzazioni convenzionali e a gas, il GPL torna in territorio negativo con un calo del -7,24% a 6.204 unità (8,93% di quota), interrompendo la parentesi positiva registrata a luglio. Flessioni consistenti interessano sia le auto a benzina, che scendono a 13.988 unità (-16,07% ed una quota del 20,13%), sia quelle diesel, che si attestano a 4.015 unità (-29,55% ed una quota del 5,78%). Nel cumulato progressivo gennaio-agosto, le benzina registrano un arretramento del -17,25% e le diesel del -26,64%.
L’analisi delle vendite vede il canale dei privati mantenere un ruolo dominante con 38.109 unità ad agosto (54,85% di quota e +2,03%), raggiungendo nel cumulato dei primi otto mesi 607.335 unità (+10,49% e 53,66% del mercato). Al contrario, il canale società risulta negativo per il terzo mese consecutivo, evidenziando una flessione del -7,92% a 12.971 unità e una quota del 18,67%. Al suo interno, le auto-immatricolazioni dealer (le auto che poi finiscono per essere vendute come “Km zero“) si attestano a 8.692 unità (-7,82% e 12,51% di quota), mentre le flotte registrano una sostanziale stabilità (+0,96%). Il noleggio segna un deciso recupero con un aumento del +15,06% a 18.402 unità (26,48% di quota), spinto sia dal lungo termine a +10,47% (15.211 unità) che dal breve termine a +48,37% (1.724 unità); la voce Dealer Uso Noleggio sale a 1.438 unità (+36,41%). Nel dettaglio, le auto-immatricolazioni aggregate (somma di Autoimm.ni Dealer a 8.692 unità e Dealer Uso Noleggio a 1.438 unità) ammontano a circa 10.130 unità mensili, pari al 14,58% del mercato di agosto. Nel cumulato gennaio-agosto la cifra aggregata raggiunge circa 115.783 unità, superando per la prima volta la soglia del 10% (10,23% del totale).
“I dati di agosto confermano una tenuta incoraggiante del mercato e, soprattutto, un consolidamento del clima di fiducia tra i concessionari, elemento chiave per sostenere le vendite nei mesi autunnali”, spiega il Centro Studi Promotor: “Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che la stima di chiudere il 2026 attorno a 1,58 milioni di immatricolazioni ci mantiene ancora lontano – di ben 17 punti percentuali – dai volumi pre-pandemici del 2019. Il vero banco di prova per il settore sarà la capacità di trasformare la ripresa del sentiment della rete in una crescita strutturale della domanda, accompagnando le famiglie e le flotte aziendali in una transizione verso il rinnovo del parco circolante che sia non solo sostenibile, ma anche accessibile”.
Per Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE (associazione dei costruttori stranieri operanti in Italia), “resta prioritaria e urgente una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, oggi fortemente penalizzante rispetto ai principali mercati europei. Auspichiamo che, anche alla luce delle aperture provenienti da Bruxelles, si intervenga al più presto sulla deducibilità dei costi di acquisto, di leasing e di noleggio, e sui relativi limiti fiscalmente riconosciuti. Sostenere il rinnovo delle flotte aziendali ha una valenza ancora maggiore se consideriamo come esso, in prospettiva, possa alimentare il mercato dell’usato con veicoli più moderni, sicuri e accessibili per le famiglie, oltre che, al contempo, generare benefici anche per l’Erario”.