Itauma nella leggenda per 8 riprese, poi il crollo: Hrgović rovina la festa di Londra, i pesi massimi hanno un re croato (ma sognavano l’imperatore inglese)
Doveva essere la notte in cui un predestinato di 21 anni si sarebbe preso la corona di re dei pesi massimi, categoria regina della boxe che, da quando Oleksandr Usyk ha lasciato vacanti le cinture, è in attesa di un campionissimo. È andata così come doveva andare per Moses Itauma per otto riprese, dove l’inglese nato in Slovacchia ha fatto vedere tutto ciò che di bello c’è nella boxe: tutti i fondamentali portati alla perfezione con una velocità che poche volte si è vista sul ring a questo limite di peso. Il croato Filip Hrgović ha perso chiaramente tutte le riprese, appoggiando anche il guantone al tappeto alla seconda. Si è preso una serie incredibile di colpi, ma ha resistito con coraggio e una capacità lodevole di tenere tutto quello che gli arrivava addosso.
Poi, alla nona alla O2 Arena di Londra, è successo quello che nessuno si aspettava: Hrgović ha piazzato un destro che ha spento tutte le lampadine dell’inglese, che ha iniziato a barcollare paurosamente per il ring, tanto che il suo allenatore Ben Davison, uno che ha lavorato anche con Tyson Fury e Anthony Joshua, ha giustamente lanciato l’asciugamano in segno di resa. Itauma non è diventato il secondo campione del mondo dei massimi più giovane della storia dopo Mike Tyson. Ci riuscirà a breve? Visto per le prime otto riprese, non c’è alcun dubbio che sia il più talentuoso massimo in circolazione, ma ora qualche dubbio viene. Cosa è successo in quella maledetta ripresa? Itauma aveva vinto in precedenza per ko 12 match su 14 da professionista, non andando mai oltre le sei riprese. Può essere che a mancare sia stata la tenuta fisica, considerando anche che aveva guidato il match tenendo un ritmo forsennato sin dalla fase iniziale? È stata sbagliata la preparazione, magari pensando che anche questo incontro si sarebbe sbrigato velocemente? Il ragazzo non tiene bene i colpi, visto che in carriera non era stato ancora messo alla prova il suo mento?
Dubbi che rimangono. Non sarebbe il primo caso della storia della boxe a non venirne fuori dal primo ko subito. Frank Warren, che gestisce il pugile inglese, era visibilmente irritato a fine serata. Ha parlato anche di un infortunio alla gamba del suo pupillo, ma non è sembrato questo il motivo della sconfitta. Hrgović, primo croato in assoluto ad arrivare così in alto in questa categoria, ha meritatamente conquistato all’età di 34 anni la cintura IBF. Ma non è un campionissimo. Come non lo sono gli altri detentori delle altre tre principali sigle: il tedesco Agit Kabayel ha la cintura WBC, il russo Murat Gassiev la WBA, l’inglese Daniel Dubois (forse il più pericoloso dei quattro pur non avendo una classe cristallina) la WBO. Sì, manca un fuoriclasse della categoria, dopo che Usyk ha preferito combattere contro un campione ma di un altro sport, il kickboxer Rico Verhoeven.
A Moses Itauma va augurata una veloce ripresa per se stesso innanzitutto, e poi perché la boxe — in cui latitano i campioni veri nella categoria trainante del movimento — ha bisogno della sua classe e del suo talento. Nella stessa serata londinese ha combattuto, per la prima volta da quando ha firmato per la Queensberry di Frank Warren, Guido Vianello, strappando un pareggio con Moses Jolly, un pugile dalla boxe strana che alla vigilia in teoria non doveva recare troppi grattacapi. Eppure è arrivato solo un pari, nemmeno così meritato. Per Guidone, che ci ha abituato ad alternare grandissime prestazioni ad altre anonime, è stata una delusione che ha completato un mese d’agosto nero per il pugilato professionistico italiano, dopo le sconfitte per il mondiale di Etinosa Oliha e per l’europeo di Dario Morello.