Niger, tentato assalto al palazzo presidenziale. Niamey: “Respinti insorti delle forze armate”. Scontri nella Capitale e spari presso base militare
Nella mattina di sabato, la Guardia presidenziale del Niger ha respinto “insorti provenienti dalle forze armate” che hanno tentato di entrare nel palazzo presidenziale nella capitale Niamey. Lo ha confermato il ministro della Difesa, che ha riferito anche un tentativo di ammutinamento in una base militare. Nella notte tra venerdì e sabato, poco dopo la mezzanotte, a Niamey si sono sentiti degli spari vicino alla base militare 101 nell’area dell’aeroporto internazionale e nella zona del palazzo presidenziale. I militari hanno affermato di star “gradualmente riprendendo il controllo” della situazione dopo che gli incursori avevano iniziato a prendere in ostaggio i soldati presenti nella base e a sparare su “siti sensibili“, in “violazione della disciplina e dei regolamenti militari”. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito raffiche di spari e che alcuni soldati avevano bloccato l’accesso al palazzo presidenziale e alla sede della televisione nazionale. Altri media hanno mostrato veicoli blindati schierati come rinforzi in un quartiere vicino all’aeroporto. Dopo un’interruzione alle 9 del mattino, alle dieci sono riprese le trasmissioni televisive, dove è stata letta una dichiarazione del ministro della Difesa Salifou Mody in cui si invita la popolazione a “mantenere la calma e a svolgere le proprie attività”.
Le forze di sicurezza sono state dispiegate attorno all’aeroporto e nel quartiere di Plateau, dove si trovano i palazzi istituzionali, mentre una delle principali strade di accesso alla capitale è stata chiusa. La giunta militare al potere che da tre anni governa il Paese a seguito di un colpo di stato, il Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (Cnsp), ha invitato la popolazione a mantenere “unità, vigilanza e sostegno” alle forze di sicurezza. “Le nostre forze di difesa e sicurezza sono mobilitate per la difesa della patria“, ha scritto il Cnsp in un messaggio diffuso sui social. Un parlamentare locale ha definito l’accaduto un “attacco codardo“. L’aeroporto internazionale Diori Hamani ospita la base 101, con il quartier generale di Africa Corps e lo Stato Maggiore della forza militare congiunta dell’Alleanza degli Stati del Sahel (Niger, Burkina Faso e Mali): secondo Bana Wagana Ibrahim, membro dell’Ufficio del Consiglio Consultivo del Niger e deputato del parlamento dell’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes), gli assalitori avevano preso di mira proprio la base, ma le forze di sicurezza hanno ripreso il controllo della situazione. L’aeroporto aveva già subito due attacchi jihadisti a gennaio e a fine giugno, entrambi respinti dai militari ma con due vittime tra i civili e 11 tra i soldati. Il generale Abdourahamane Tiani in quell’occasione ha parlato di una “falla nel dispositivo” di sicurezza. Inoltre, la giunta militare sta subendo una pressione crescente da parte di gruppi armati interni al Paese: la scorsa settimana, ad esempio, 15 agenti di polizia sono stati uccisi da uomini armati a bordo di motociclette vicino a Tessa, nella regione di Dosso.
A commentare l’episodio anche il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che in un post su X ha scritto di essere in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e con il comandante del Covi, generale Giovanni Iannucci, per monitorare la situazione. “Il nostro personale e le nostre infrastrutture non sono stati coinvolti negli episodi. Tutto il personale italiano sta bene e, al momento, non emergono elementi che facciano ritenere il nostro personale esposto a pericoli imminenti“, ha aggiunto Crosetto. “La situazione viene monitorata con la massima attenzione e continuiamo a mantenere un costante raccordo con i nostri rappresentanti sul terreno e con i vertici militari”, conclude.