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Guendouzi provoca i tifosi del Lione e scatena una maxi rissa: “In 60mila insultavano i miei figli” – Video

L'ex centrocampista della Lazio, oggi in Turchia, è stato bersagliato dai tifosi di casa in virtù del suo passato al Marsiglia, acerrima rivale proprio del club avversario in Champions League
Guendouzi provoca i tifosi del Lione e scatena una maxi rissa: “In 60mila insultavano i miei figli” – Video
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L’esultanza provocatoria in campo, poi la lite a distanza con i tifosi e la maxi rissa finale. La Champions League, che oggi vedrà il sorteggio della fase campionato (con Inter, Napoli, Roma e Como interessate), ha vissuto momenti di altissima tensione durante il ritorno dell’ultimo turno preliminare tra Lione e Fenerbahce, con Matteo Guendouzi protagonista in negativo al fischio finale. L’ex centrocampista della Lazio, oggi in Turchia, è stato bersagliato dai tifosi di casa in virtù del suo passato al Marsiglia, acerrima rivale proprio del Lione in Ligue 1. Dopo l’1-1 dell’andata, il Fenerbahce si è imposto per 2-1 grazie ai gol di Muriqi e Brown, che hanno reso vana la rete di Fofana, conquistando così la qualificazione.

Proprio al fischio finale, Guendouzi ha scatenato la sua gioia rivolgendosi direttamente alle tribune e urlando, tra le altre cose: “Allez OM”, provocando i fan di casa ricordando proprio il suo recente passato al Marsiglia. Un gesto che ha generato il caos: i giocatori del Lione si sono scagliati contro di lui, mentre un tifoso è entrato in campo ma è stato malmenato, letteralmente, dai giocatori turchi nel tunnel degli spogliatoi, come mostrato da diversi video diventati virali sui social.

A fine partita è stato proprio Guendouzi a spiegare tutto: “Prima ancora che la partita iniziasse, 60mila persone insultavano la tua famiglia, tua madre, i tuoi figli, e nessuno, tra gli arbitri o le altre autorità nello stadio, diceva una parola“, ha raccontato l’ex Lazio in zona mista, “in Francia, quando accadono cose del genere, si parla con i tifosi per porre fine alla situazione, altrimenti fermerebbero la partita. Ma qui, per più di 90 minuti, incluso il riscaldamento, hanno insultato me, mia moglie, i miei figli. È stata una situazione che mi ha toccato profondamente, che mi ha ferito. Per me è stata una totale mancanza di rispetto. E se poi non possiamo nemmeno festeggiare come vogliamo… per me è del tutto ingiusto. Una situazione davvero triste”, ha concluso il centrocampista.

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