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Shein debutta in Borsa: Ipo da 14 miliardi di dollari, ma la crescita rallenta e la valutazione crolla a 27 miliardi

Il colosso cinese dell'e-commerce ha finalmente ottenuto l'approvazione di Pechino e si prepara a sbarcare sulla piazza di Hong Kong il primo settembre. È il quinto tentativo in sei anni
Shein debutta in Borsa: Ipo da 14 miliardi di dollari, ma la crescita rallenta e la valutazione crolla a 27 miliardi
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Ora è ufficiale: Shein debutterà in Borsa il primo settembre. Il colosso cinese dell’e-commerce ha finalmente ottenuto l’approvazione di Pechino per la sua offerta pubblica iniziale (IPO) e si prepara a sbarcare sulla piazza di Hong Kong.

È il quinto tentativo di quotarsi in sei anni. Il primo risale al 2020, quando l’azienda tentò di sbarcare sul mercato di New York. Il marchio durante il lockdown era arrivato a 10 miliardi di dollari di ricavi, ma i rapporti complicati tra gli Stati Uniti e la Cina lo costrinsero a fermarsi. Nel 2022 riprovò la via di Wall Street, ma dovette fermarsi per lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Nel 2023 a bloccarla furono l’opposizione politica e le varie cause con una serie di marchi americani per le imitazioni di brand e prodotti. Nel 2024 tentò quindi di quotarsi a Londra. Questa volta a trattenerla fu il modello produttivo: secondo un’indagine di Public Eye infatti il personale di alcuni stabilimenti lavora almeno 75 ore a settimana.

Ora l’IPO punta a raccogliere fino a 13,86 miliardi di dollari di Hong Kong, vale a dire 1,5 miliardi di euro. Il prezzo per azione dovrebbe essere compreso tra 47,60 e 49,50 dollari, ma la conferma arriverà soltanto il 31 agosto. Saranno offerte almeno 280 milioni di azioni e il colosso intende utilizzare i fondi per potenziare le proprie capacità tecnologiche e per espandere la propria presenza internazionale. L’operazione potrebbe portare Shein a una valutazione di circa 27 miliardi di dollari, una cifra molto inferiore rispetto a quella del 2022 quando era stata stimata quasi 100 miliardi di dollari. Il ridimensionamento mostra le difficoltà che l’azienda ha attraversato negli ultimi anni: rallentamento della crescita, riduzione dei margini di profitto e aumento dei costi commerciali e dei dazi. Lo scorso anno infatti l’azienda ha aumentato le vendite solo dell’8% a 41,5 miliardi di dollari, mentre nel primo trimestre di quest’anno di appena l’1,1%.

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