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“La vita ha uno strano modo di ribaltare le situazioni. E rivela la differenza tra un incidente e una scelta”: Simona Halep contro Kyrgios

La tennista rumena, come Sinner, era stata attaccata pesantemente dall'australiano. Il suo messaggio dopo che il 31enne è risultato positivo alla cocaina
“La vita ha uno strano modo di ribaltare le situazioni. E rivela la differenza tra un incidente e una scelta”: Simona Halep contro Kyrgios
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Nella sua personale battaglia contro Jannik Sinner, il polemico Nick Kyrgios aveva tirato in ballo anche altri tennisti. Una di questi era Simona Halep, ex numero 1 al mondo che nell’agosto 2022 risultò positiva al Roxadustat. Inizialmente squalificata per 4 anni, la sua pena venne poi ridotta a 9 mesi perché fu dimostrato che aveva assunto il farmaco in maniera accidentale, poiché la sostanza proibita era presente a sua insaputa in un integratore da lei assunto. A distanza di quattro anni, dopo la positività di Kyrgios alla cocaina, Halep si è presa la sua personale rivincita.

L’ex tennista rumena ha affidato al proprio account Instagram un breve post, che però non lascia spazio a interpretazioni: “Non bisogna mai infierire su chi è già a terra. La vita ha uno strano modo di ribaltare le situazioni. E un modo ancora più strano di rivelare la differenza tra un incidente e una scelta“. Un messaggio chiaro, soprattutto sul finale. Perché Kyrgios ha scelto di assumere cocaina prima di risultare positivo a un controllo antidoping dello scorso 22 giugno durante l’Atp 250 di Maiorca. Nel caso di Halep, invece, stando alle sentenze si è trattato di un incidente.

La vicenda della tennista rumena è stata spesso accostata al caso Clostebol che ha coinvolto Sinner. La tennista, due volte vincitrice di uno slam, era stata trovata positiva al Roxadustat (un farmaco contro l’anemia) durante egli US Open del 2022. L’ITIA aveva inizialmente decretato per Halep una squalifica di 4 anni nel settembre 2023. Secondo l’accusa, infatti, il passaporto biologico della campionessa rumena presentava anomalie tali da far ipotizzare un uso del farmaco che andasse ben oltre il singolo episodio. La difesa, d’altra parte, è riuscita a dimostrare che la sostanza dopante era stata assunta in modo inconsapevole tramite un integratore consigliatole dall’allenatore Patrick Mouratoglou. Motivo per il quale la condanna è stata ridotta a 9 mesi.

Il caso di Halep resta quindi almeno in parte diverso da quello di Sinner, che infatti è stato scagionato dall’ITIA e ha poi patteggiato un periodo di sospensione di tre mesi con la Wada. Sinner infatti non assunse il Clostebol, ma fu vittima di una contaminazione involontaria, tramite un massaggio. La sua difesa quindi riuscì a dimostrare anche l’assenza di colpa o negligenza.

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