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“Non serve fare gli eroi se la fretta di rientrare può incidere sul prosieguo di una stagione o della carriera”: Bertolucci su Sinner

La rinuncia a Cincinnati per l'infortunio al ginocchio ha destato preoccupazione. L'ex azzurro - oggi commentatore - ha analizzato la decisione: "L'obiettivo è arrivare al top agli Us Open"
“Non serve fare gli eroi se la fretta di rientrare può incidere sul prosieguo di una stagione o della carriera”: Bertolucci su Sinner
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“Non deve a mio parere essere letta come un campanello d’allarme sul futuro prossimo del campione azzurro”. Paolo Bertolucci guarda oltre la rinuncia di Jannik Sinner al Masters 1000 di Cincinnati e, in un editoriale per La Gazzetta dello Sport, interpreta la decisione del numero uno al mondo come una scelta ponderata per proteggere il giocatore e arrivare nelle migliori condizioni possibili all’ultimo Major della stagione.

La rinuncia al torneo americano, arrivata a causa del problema al ginocchio destro che sta accompagnando Sinner in queste settimane, secondo Bertolucci va dunque inserita in una strategia più ampia. L’obiettivo è recuperare completamente, senza forzare i tempi, per presentarsi agli US Open al massimo della condizione fisica e psicologica.

“La notizia, che in verità era nell’aria da un paio di giorni, della rinuncia di Jannik Sinner al Masters 1000 di Cincinnati, non deve a mio parere essere letta come un campanello d’allarme sul futuro prossimo del campione azzurro, quanto piuttosto come l’approdo meditato a una scelta che mira a proteggere il giocatore e gli consenta di affrontare gli US Open, che inizieranno tra venti giorni, nel pieno della condizione fisica e psicologica: e sappiamo quanto conti, nei delicati equilibri della sua macchina perfetta, affrontare gli appuntamenti agonistici senza la minima ombra sullo stato complessivo della sua salute” , ha scritto Bertolucci.

Una gestione che, secondo l’ex campione italiano, sarebbe stata influenzata anche da quanto accaduto al Roland Garros. L’esperienza vissuta sulla terra parigina avrebbe portato Sinner e il suo team a privilegiare ancora di più la completa guarigione davanti a qualsiasi possibile rientro anticipato.

“Sicuramente il doloroso contrattempo del Roland Garros ha modificato l’approccio di Jannik e del suo team verso i guai che ciclicamente possono colpire i giocatori di altissimo livello, tanto da focalizzare l’attenzione sulla completa guarigione e sulla risoluzione del problema contingente, anche a costo di rinunciare a tornei di grande prestigio. In definitiva, la priorità del numero uno del mondo in questo momento è presentarsi allo Slam newyorkese completamente recuperato dall’infortunio al ginocchio destro che lo sta accompagnando in queste settimane” .

A spingere verso la prudenza c’è anche la situazione della classifica. Sinner, osserva Bertolucci, non ha la necessità di rischiare per difendere il primo posto, considerando il margine accumulato e le difficoltà attraversate in questo periodo da Carlos Alcaraz. Meglio quindi preservare il fisico anche in vista della parte conclusiva della stagione, quando arriveranno gli appuntamenti indoor e le Finals di Torino.

“In seconda battuta, è palese che la situazione di classifica, con il numero uno praticamente certo da qui alla fine della stagione, e le difficoltà momentanee del principale rivale Carlos Alcaraz assente da aprile e con l’incognita di un rientro ancora rimandato, consigliano di non prendere rischi che possano compromettere, oltre agli US Open, la stagione indoor autunnale che culminerà con le Finals a Torino”, ha continuato.

La prudenza di Alcaraz rappresenta, per Bertolucci, un ulteriore esempio di come sia importante non accelerare il rientro quando c’è il rischio di compromettere il prosieguo della stagione. Il principio vale anche per Sinner: nessuna necessità di anticipare i tempi, soprattutto con un obiettivo molto più importante all’orizzonte.

“Anzi, proprio la giusta cautela con cui si sta muovendo Carlitos è lì a dimostrare che non serve fare gli eroi se la fretta di rientrare può incidere pesantemente sul prosieguo di una stagione o addirittura della carriera. Dunque, ci aspettiamo un Sinner al top nello Slam americano, con una sola incognita, almeno all’inizio: la mancanza di partite giocate e dunque di test agonistici che ne verifichino le condizioni generali” .

Ed è proprio questo l’unico punto interrogativo individuato da Bertolucci: arrivare agli US Open senza aver disputato partite di preparazione. La condizione fisica potrà essere verificata soltanto sul campo, direttamente a New York. L’obiettivo, adesso, è uno solo: recuperare completamente dal problema al ginocchio e presentarsi agli US Open al top. Con la convinzione, come dice Bertolucci, che in questa fase della stagione la scelta più importante non sia giocare a tutti i costi, ma arrivare pronto quando conta davvero.

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