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Ultimo aggiornamento: 16:14

Tutte le barche in acqua, le rose in mare, il grido del “Ro!”: in Norvegia il commovente addio al campione di canottaggio Olaf Tufte

Il canottiere, due volte oro ai Giochi, è morto all'improvviso a 50 anni. I presenti assiepati sulla riva del suo club storico hanno compiuto il gesto reso celebre dalla coreografia dei tifosi norvegesi ai Mondiali di calcio.
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Sono intervenuti ex compagni di barca, allenatrici, giudici di gara, canottieri di ieri, di oggi, forse di domani, ma anche i vicini di casa. Tutti in lacrime davanti allo specchio d’acqua in cui Olaf Tufte, – due volte campione olimpico in singolo nel canottaggio – cominciò a remare, 33 anni fa. Tufte è morto improvvisamente alcuni giorni fa a 50 anni e l’ultimo saluto è stato organizzato all’Horten Roklub, la società remiera che si affaccia sul fiordo di Oslo con la quale l’atleta norvegese è sempre rimasto tesserato durante la sua incredibile carriera. In acqua tutta la flotta del club: dai due di coppia agli otto, c’è anche la più vecchia, in legno. Tranne una: l’ultima barca di Olaf Tufte, circondata da bandiere della Norvegia. Una volta in acqua, tutti i canottieri hanno sollevato una rosa, hanno lasciato cadere i fiori in mare e poi hanno iniziato a remare insieme verso il largo nel fiordo. Sulle rive i partecipanti urlano “ro!” e compiono il gesto della vogata e la tragica attualità del lutto per Tufte si incrocia con la celebre coreografia dei tifosi della Norvegia ai Mondiali di calcio. Qualche settimana fa Tufte era apparso sulla tv nazionale, seduto su un remoergometro, per insegnare all’intera nazione come migliorare la tecnica di canottaggio.

Il momento più commovente è arrivato quando a parlare è stato Kjetil Borch, che con Tufte ha conquistato la medaglia di bronzo nel 2 di coppia ai Giochi di Rio de Janeiro (la quarta medaglia olimpica di Tufte in 4 edizioni olimpiche) e che da Tufte ha preso il testimone ideale quando a Tokyo è arrivato secondo nel singolo maschile, la specialità che l’ex compagno di barca aveva dominato ad Atene e a Pechino, nel 2004 e nel 2008. Borch, mentre parla al microfono, inevitabilmente crolla: “Anche quella mattina (quella della medaglia olimpica, ndr), entrambi abbiamo versato qualche lacrima, Olaf. Poi mi hai guardato negli occhi, poi hai detto ‘Anche i duri piangono‘. Olaf, abbiamo versato tutte le lacrime per te. E anche se non ci sei più, vivi saldamente in questo club”.

Video da @WencheWesterlind su Tiktok

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