“Negata autonomia e identità”; “Non ci hanno permesso di rappresentare l’Italia”: il caso EasyJet raccontato dalla Nazionale di calcio in carrozzina rimasta a terra
La Nazionale Italiana di Powerchair Football (calcio in carrozzina elettronica) doveva partire ieri mattina 20 luglio in aereo per un torneo internazionale e raggiungere Glasgow dall’aeroporto di Roma Fiumicino, ma è rimasta bloccata a terra poco prima dell’imbarco. La decisione di non imbarcare tutte le sei carrozzine da gioco ma solo 5 è stata una doccia fredda ed è stata presa dalla compagnia EasyJet dopo che la stessa delegazione della Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport (FIPPS) aveva programmato la trasferta con largo anticipo con tanto di PEC inviata per la prenotazione del volo. Alle 10.15 di oggi (con il volo in partenza alle 11.55) la compagnia ha comunicato l’impossibilità di imbarcare l’intera delegazione, adducendo come motivazione che l’aeromobile (un Airbus A320) potesse trasportare un massimo di sole 5 carrozzine. Di fronte a questo diniego la delegazione è stata costretta a rinunciare al viaggio.
La FIPPS, fa sapere al ilfattoquotidiano.it, aveva completato tutte le procedure richieste dalla compagnia aerea per il trasporto e l’imbarco delle carrozzine elettroniche e degli ausili degli atleti fondamentali per partecipare al World Cup Warm Up 2026, evento sportivo di preparazione molto importante in vista del Mondiale previsto dal 18 al 24 ottobre di quest’anno in Argentina. Andrea Piccillo presidente della FIPPS commenta l’accaduto definendolo “una vicenda che ci riporta bruscamente alla realtà delle difficoltà che le persone con disabilità continuano ad affrontare per esercitare un diritto fondamentale come quello di viaggiare”. Il diritto alla mobilità è previsto dai regolamenti europei in materia di accessibilità dei voli aerei, da poco anche aggiornati per andare incontro ai bisogni e necessità dei passeggeri con disabilità.
Tra meno di tre mesi la nazionale azzurra di calcio in carrozzina elettrica dovrà affrontare una trasferta ancora più impegnativa, quella verso l’Argentina per il Campionato del Mondo. Un viaggio che richiede, a vario titolo, uno sforzo enorme per la Federazione, per gli atleti e per le loro famiglie. “Quanto accaduto oggi non può che generare profonda preoccupazione. Non è accettabile che una Federazione, pur avendo seguito scrupolosamente tutte le procedure richieste per il trasporto degli ausili, debba convivere con l’incertezza di riuscire o meno a far partire i propri atleti. La mobilità”, aggiunge il presidente FIPPS, “non è un favore concesso: è un diritto che deve essere garantito, perché senza mobilità non esistono autonomia, dignità e pari opportunità”.
Va ricordato che per gli atleti del Powerchair Football la carrozzina elettrica non rappresenta un semplice bagaglio speciale, un accessorio come tanti altri, ma invece costituisce uno strumento indispensabile di autonomia e libertà di movimento. Senza di essa non è possibile spostarsi, allenarsi, gareggiare e vivere la propria quotidianità. Il CT azzurro, Marco Ferrazza, al Fatto.it sottolinea il valore sportivo della trasferta annullata. “Per questa squadra il torneo di Glasgow rappresentava un passaggio fondamentale nel percorso di preparazione al Mondiale. Ogni convocazione”, continua Ferrazza e anche lui persona con disabilità motoria, “è il risultato di mesi di lavoro, allenamenti, sacrifici personali e investimenti. Dover rinunciare a tutto questo per ragioni estranee al campo lascia un’enorme amarezza. I ragazzi hanno dimostrato grande maturità anche in una situazione così difficile, ma è doveroso fare in modo che episodi del genere non si ripetano. Gli atleti devono poter pensare esclusivamente a prepararsi e a competere, non a combattere ogni volta contro ostacoli logistici che nulla hanno a che fare con lo sport”. L’episodio assume un significato ancora più profondo perché avviene nel mese di luglio, riconosciuto a livello internazionale come Disability Pride Month, periodo dedicato alla promozione dei diritti, dell’autonomia e della piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale, culturale e sportiva.
Piena solidarietà alla delegazione FIPPS e durissimo sull’accaduto anche il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis: “Episodi del genere dimostrano, ancora una volta, quanto la pari dignità sia purtroppo soltanto formale e non ancora sostanziale. Non stiamo parlando di una semplice disfunzione di viaggio o di un ritardo bagagli: negare l’imbarco agli atleti e agli ausili con cui essi vivono e gareggiano significa negare la loro stessa autonomia e identità”. Il massimo dirigente del movimento paralimpico italiano, in una nota, aggiunge che “Il CIP auspica un immediato intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’ENAC affinché vengano accertate le responsabilità dirette di EasyJet e definiti una volta per tutte standard di trasporto aereo realmente accessibili e inclusivi”.
La FIPPS ha fatto sapere che la cancellazione imprevista della trasferta “peserà in maniera importante” sui bilanci per una cifra di “circa 20mila euro spesi dalla Federazione tra biglietti, alloggi e logistica persa”. Contattato Simone Ranzato, il capitano degli azzurri che parteciperanno al Mondiale in Argentina a ottobre, attacca dicendo che “quello che è successo oggi, 20 luglio 2026, non è soltanto la cancellazione di un volo. È stata negata alla Nazionale la possibilità di rappresentare l’Italia. Dietro questa trasferta ci sono mesi durissimi, impegnativi, densi, pieni di sacrifici. Se tutte le autorizzazioni erano state concesse in anticipo, è difficile accettare che tutto si sia fermato al momento dell’imbarco. Mi auguro che vengano accertate le responsabilità e che episodi come questo non si ripetano mai più”.
Il gravissimo episodio ha così privato la nazionale azzurra di una fondamentale preparazione tecnica in vista del Mondiale. “La decisione arrivata praticamente last minute”, conclude la FIPPS, “in pratica ha causato un rilevante danno sportivo, organizzativo oltre che economico alla nostra Federazione e agli organizzatori scozzesi del torneo, ai quali rivolgiamo le nostre sincere scuse per la mancata partecipazione italiana”. Tra poche settimane la Nazionale azzurra volerà in Argentina per rappresentare l’Italia al Campionato del Mondo. L’auspicio della Federazione infine è che “quella trasferta possa svolgersi nel pieno rispetto dei diritti degli atleti e delle loro esigenze, consentendo loro di concentrarsi esclusivamente sul campo di gioco”.