Renault rilancia il GPL con Symbioz e Clio Eco-G. Più autonomia e meno costi
Con quasi il 10% di emissioni di CO2 in meno rispetto all’alimentazione a benzina e con oltre 850 euro di possibili risparmi l’anno con una percorrenza di 15.000 chilometri, sulla sesta generazione della Renault Clio l’opzione a Gpl è doppiamente sostenibile. Dal punto di vista ambientale e economico: “Si può crescere anche con l’arrivo dei costruttori cinesi”, sorride Sébastien Guigues, da un anno amministratore delegato del gruppo per l’Italia, dove l’alternativa a gas petrolifero liquefatto è fondamentale non solo per la Losanga, che contabilizza un terzo dei volumi grazie a questa soluzione, ma soprattutto per Dacia (tra il 70 e il 75% delle immatricolazioni). Il manager parla di una “opportunità tattica” che non deve far perdere di vista la strategia del costruttore transalpino, che punta sul full hybrid.
La gamma bifuel benzina-Gpl come primo equipaggiamento e pertanto con le garanzie della fabbrica è di tre modelli: la Captur e le nuove Clio e Symbioz. Da aprile in poi, una Clio su tre è stata commercializzata con questa tecnologia e adesso che la sciagurata guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran è tornata a far chiudere la stretto di Hormuz e a far crescere il prezzo del greggio e quindi il rifornimento convenzionale diventerà più caro, il Gpl è una “arma” per contenere gli aumenti.
Una Captur su due è bifuel, mentre per la Symbioz i volumi del Gpl hanno raggiunto il 30% in quattro mesi. Nel Belpaese il gruppo è praticamente sinonimo di “doppia alimentazione” perché da solo supera il 70% dei volumi del mercato: più del 56% con Dacia (che propone anche l’ibrido a Gpl, quindi trifuel, che non pare tuttavia essere destinato a venire trasferito sui modelli della Losanga) e il restante 16% con Renault.
Le nuove varianti Eco-G montano il tre cilindri turbo benzina da 1.2 litri da 120 Cv e 200 Nm di coppia, ossia 20 Cv e 30 Nm in più rispetto a prima. La capienza del serbatoio è stata portata a 60 litri, di cui 50 effettivamente utilizzabili (in precedenza erano 32), che abbinata ai 39 di quello della benzina porta la percorrenza massima a 1.500 chilometri per la Symbioz (4,41 metri di lunghezza) e a 1.450 per Clio VI da 4,12. L’opzione bifuel influisce sono marginalmente sul volume di carico: sul suv è di appena 14 litri inferiore rispetto alla versione più “capace” e parte da 610 litri per arrivare fino a 1.574. Sulla Clio è compreso tra i 260 (identico alla variante più venduta, la Full Hybrid) e 1.045 litri.
Alla guida non si notano differenze, se non un pizzico di reattività in meno sulla Clio, che si spiega con l’adozione della trasmissione automatica a doppia frizione a sei marce, che sostituisce il cambio manuale offerto finora: per passare da 0 a 100 km/h, in ogni caso, bastano 9,8” (sulla Eco-G da 100 Cv ne occorrevano 12,5”). Sempre interessanti i listini: quelli ufficiali partono da 20.900 euro per la Clio (identico a prima, malgrado la diversa trasmissione e la potenza maggiorata) e da 25.900 per la Symbioz, che monta il cambio manuale.