La Croazia eliminata per il segnale di un chip: cosa è successo nei folli minuti finali contro il Portogallo e come funziona il sensore nel pallone Trionda
Il Portogallo ha battuto la Croazia 2-1 in rimonta, conquistando gli ottavi di finale del Mondiale dove affronterà la Spagna. Ma il vero protagonista del match è stato il finale, con il gol del possibile 2-2 di Josko Gvardiol annullato dopo una lunga revisione al Var. A risultare decisivo non è stato soltanto il replay, bensì il segnale inviato dal sensore inserito all’interno del pallone Adidas Trionda, che ha rilevato un impercettibile tocco di Igor Matanovic, fondamentale per la valutazione del fuorigioco di Pasalic. Una decisione che ha acceso il dibattito, ma che la Fifa ha difeso richiamando il funzionamento della tecnologia Connected Ball e l’applicazione del regolamento.
La partita e il gol cancellato nel recupero
La Croazia era passata in vantaggio con Ivan Perisic, prima del pareggio di Cristiano Ronaldo su rigore. Nel recupero Gonçalo Ramos ha firmato il 2-1 che sembrava chiudere la sfida, ma al 103′ Gvardiol aveva trovato il gol del 2-2 che avrebbe portato la gara ai supplementari. Mentre i croati festeggiavano, l’arbitro norvegese Eskas è stato richiamato al monitor. Sulle immagini televisive è comparsa una piccola onda in corrispondenza del colpo di testa di Matanovic: quel segnale ha certificato un contatto quasi invisibile, decisivo per stabilire che Pasalic fosse in fuorigioco al momento del tocco. Dopo la on-field review, la rete è stata annullata tra le proteste.
Come funziona il sensore nel pallone Trionda
Il sistema Connected Ball è basato su un sensore IMU (Inertial Measurement Unit) inserito all’interno del pallone Trionda. Il dispositivo, dal peso di circa 14 grammi, raccoglie dati 500 volte al secondo (500 Hz), registrando accelerazioni, rotazioni, traiettoria e soprattutto l’istante esatto di ogni tocco sul pallone, con una precisione superiore a quella delle riprese televisive. I dati vengono trasmessi in tempo reale alla sala Var, dove sono incrociati con quelli delle 16 telecamere di tracciamento e analizzati da un sistema di intelligenza artificiale. La tecnologia serve soprattutto per il fuorigioco semiautomatico, ma aiuta anche a individuare tocchi di mano o deviazioni difficilmente percepibili a occhio nudo. La decisione finale, comunque, resta sempre dell’arbitro.
La spiegazione della Fifa
La Fifa ha motivato l’annullamento del gol spiegando che il sensore all’interno del pallone ha rilevato il contatto di Matanovic nella costruzione dell’azione. Secondo la federazione, la “grafica a battito cardiaco” mostrata in tv ha consentito agli ufficiali di gara di individuare con precisione assoluta il momento del tocco e quindi di valutare correttamente la posizione di fuorigioco. Nella nota ufficiale viene sottolineato che i sensori IMU sono in grado di rilevare anche contatti minimi, offrendo agli arbitri dati senza precedenti per prendere decisioni rapide e accurate.
Cosa prevede il regolamento
La valutazione arbitrale non si è limitata al tocco rilevato dal chip. Decisivo è stato anche il giudizio sul successivo intervento di Renato Veiga: il difensore portoghese ha toccato il pallone con la testa, ma l’arbitro ha ritenuto che si trattasse di una semplice deviazione e non di una “giocata deliberata” prevista dalla Regola 11 dell‘Ifab sul fuorigioco. Per questo motivo l’azione è stata considerata la prosecuzione di quella originata dal tocco di Matanovic e Pasalic è rimasto in posizione irregolare. Quanto alla procedura, il Var ha richiamato Eskas alla on-field review pur trattandosi di un episodio oggettivo: una scelta consentita dal protocollo per rafforzare una decisione determinante, come l’annullamento di una rete decisiva nei minuti finali.