Fentanyl, cos’è l’oppioide sintetico noto per la sua elevata pericolosità: “Si rischia l’overdose anche al primo uso”
La preoccupazione è tanta, al punto che – dopo il furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma – il governo ha tenuto a Palazzo Chigi una riunione d’emergenza anche per “assicurare il rispetto delle procedure previste per la gestione dei medicinali ad alto rischio”. Come sottolineato 80 fiale permetterebbero di confezionare fino a circa 20.000 dosi. Essendo più potente di eroina e morfina, l’attenzione sulla diffusione del fentanyl è molto alta.
Come ricorda l’Istituto superiore di sanità, si tratta di un oppioide sintetico con un elevato potenziale analgesico, “100 volte più potente della morfina”, impiegato sia in ambito ospedaliero come anestetico per la chirurgia generale, sia in ambito medico per la gestione del dolore oncologico e cronico. Ma è proprio la diffusione illecita di questa sostanza a livello globale a rappresentare una crescente preoccupazione per la sanità pubblica. Negli Stati Uniti l’abuso di fentanyl ha ormai raggiunto livelli da epidemia. Un fenomeno che ha spinto l’amministrazione a implementare misure restrittive nei confronti di Paesi come Messico e Canada, per cercare di arginare il traffico illecito di questa sostanza. Misure di contrasto sono state applicate anche nei confronti della Cina, altro conosciuto produttore di fentanyl e analoghi per il mercato illegale.
Sintetizzato per la prima volta negli anni ’60, il fentanyl è un agonista dei recettori oppioidi, “con un’affinità e una potenza circa 100 volte superiori a quelle della morfina. La potenza elevata, unita al basso costo di produzione rispetto agli oppioidi naturali, ne ha favorito la diffusione nel mercato illecito”, ricorda l’Iss. Ma attenzione: “Alla maggiore potenza farmacologica si associa anche una tossicità significativamente più elevata“. Nello specifico, l’interazione con i recettori oppioidi a livello del centro respiratorio può causare depressione respiratoria, con rischio di arresto cardiorespiratorio e morte in caso di overdose. Come altri oppioidi, il fentanyl induce tolleranza e dipendenza, con conseguente aumento del rischio di overdose. Il naloxone, antagonista dei recettori oppioidi, è utilizzato come antidoto, “ma la sua efficacia può essere limitata in caso di sovradosaggio da fentanyl a causa dell’elevata potenza di quest’ultimo con un aumento significativo di morte per overdose”, dicono dall’Iss.
Il fentanyl viene assunto tramite iniezione endovenosa, cerotti transdermici, pastiglie transmucose orali e compresse vestibolari. La polvere di fentanyl o i cerotti vengono anche fumati o assunti per via intranasale (sniffati), spiega la Direzione centrale per i Servizi antidroga sul proprio sito. Ha effetti psicoattivi, “è un analgesico che agisce principalmente sul recettore μ-oppiaceo. Oltre alla sua azione analgesica, il fentanyl provoca stordimento ed euforia, quest’ultima meno marcata rispetto all’eroina e alla morfina”. Negli Usa si è stimato – secondo uno studio pubblicato Addiction – che la proporzione di decessi attribuibili al fentanyl è aumentata più di 50 volte dal 2010, passando dallo 0,6% (235 decessi) nel 2010 al 32,3% (34.429 decessi) nel 2021.
“Il fentanyl è un farmaco estremamente potente, molto più dell’eroina. Per chi non lo ha mai assunto il rischio di overdose è elevatissimo: anche al primo utilizzo può avere conseguenze letali”, afferma all’Adnkronos Salute Massimo Barra, tra i primi medici in Italia a occuparsi professionalmente delle tossicodipendenze e fondatore, nel 1976, di Villa Maraini a Roma. “Negli Stati Uniti – osserva – il fentanyl ha provocato un numero enorme di decessi. È una sostanza che può essere letale anche in quantità molto ridotte e va maneggiata con estrema cautela. Per questo sono convinto che chi ha rubato le fiale sappia bene che cosa ha tra le mani: non credo si tratti di persone inconsapevoli”. Secondo Barra, “in Italia non esiste al momento un’emergenza fentanyl” paragonabile a quella americana. “Non c’è un allarme come negli Stati Uniti – sottolinea – ma la riunione convocata oggi a Palazzo Chigi dimostra che la preoccupazione c’è ed è giustificata. Viviamo in un mondo senza frontiere e fenomeni che si sono sviluppati negli Usa potrebbero ripresentarsi anche nel nostro Paese”. Quanto al furto delle 80 fiale , Barra ribadisce: “Chi le ha sottratte sa cosa ha rubato. Resta da capire quale sarà la destinazione di queste fiale”.
In Italia esiste un Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio del fentanyl: è un’iniziativa del governo volta a contrastare la diffusione e l’abuso di questa sostanza, nota per la sua elevata potenza e pericolosità. Il Piano punta a prevenire l’accesso e la diffusione del fentanyl e dei suoi analoghi sul territorio nazionale, a intercettare e bloccare le filiere di approvvigionamento illecite e a informare la popolazione sui rischi connessi all’uso di questa sostanza. Fra le misure previste, anche controlli sulle prescrizioni mediche falsificate, attenzione sul fronte dei furti nelle farmacie e formazione specifica per il personale sanitario per la gestione dei casi di overdose da fentanyl. Il Piano prevede anche un coinvolgimento attivo del settore veterinario, dato che in Italia è autorizzato un medicinale contenente fentanyl per l’uso negli animali.