Caldo, +29% di decessi in Francia e 1.029 morti in Spagna. Per l’Italia “mortalità in eccesso solo a Torino”
Mentre Francia e Spagna diffondono già stime sull’eccesso di mortalità provocato dall’ondata di caldo che ha investito l’Europa occidentale e che nei due Paesi minaccia di riacutizzarsi nei prossimi giorni, in Italia il ministero della Salute fa sapere che al momento non risulta essersi materializzato alcun rilevante aumento dei morti. Se Parigi parla di oltre duemila decessi in eccesso in una settimana e Madrid attribuisce alle alte temperature più di mille morti nel solo mese di giugno, Roma ha contestato le informazioni diffuse dall’Oms Europa sui primi decessi legati al caldo, salvo poi presentare un monitoraggio preliminare che, almeno per ora, rileva un incremento significativo della mortalità tra gli over 65 soltanto nella città di Torino. Intanto l’Oms Europa ha convocato per lunedì 6 luglio i responsabili nazionali per le emergenze, l’ambiente e il cambiamento climatico di tutti gli Stati membri nella Regione europea per una riunione di “verifica d’emergenza” con all’ordine del giorno “cosa abbiamo imparato da questa ondata di calore, siamo pronti per la prossima e in che modo l’OMS/Europa può offrire un maggiore sostegno”.
Secondo l’agenzia francese Santé Publique France, dal 22 giugno i decessi sono aumentati del 29,1%, pari a 2.025 morti in più rispetto alla settimana precedente, con un incremento del 62% nella sola regione parigina. Nicolas Revel, direttore degli ospedali dell’area di Parigi, ha escluso uno scenario simile ai circa 15mila morti della canicola del 2003, ma ritiene probabile che il bilancio superi i 5.700 decessi registrati durante il caldo dello scorso anno. Anche il servizio di emergenza Sos-Médecins segnala un aumento dell’85% dei decessi tra gli over 75 nelle ultime due settimane di giugno.
In Spagna il sistema di monitoraggio giornaliero della mortalità MoMo del ministero della Salute stima invece 1.029 decessi attribuibili alle alte temperature nel mese di giugno. L’agenzia meteorologica Aemet avverte inoltre che nel fine settimana potrebbe iniziare una nuova ondata di calore con temperature fino a 44 gradi e un rischio più elevato di incendi boschivi. Secondo Aemet quello appena concluso è stato il secondo giugno più caldo mai registrato nel Paese, con una temperatura media superiore di 3,2 gradi rispetto alla norma. E nei prossimi giorni in alcune zone del sud-est le temperature potrebbero raggiungere i 42-44°C.
In Italia è andato intanto in scena contrasto tra le informazioni diffuse dall’Oms e quelle del ministero della Salute. Il 30 giugno il direttore dell’Oms Europa Hans Kluge, in una nota sull’ondata di calore, aveva scritto che l’Italia aveva “segnalato cinque decessi in 24 ore”. Il ministero della Salute ha replicato che i decessi “non risultavano”, spiegando che il monitoraggio nazionale si basa sui dati trasmessi dai Comuni e non su proiezioni statistiche. Un portavoce dell’Oms Europa ha chiarito al Corriere della Sera che quel riferimento non derivava da una stima epidemiologica: era basato su notizie pubblicate dai media italiani, utilizzate come segnale precoce dell’impatto dell’ondata di calore. Le stime sulla mortalità in eccesso, ha precisato l’organizzazione, richiedono invece l’analisi dei dati nazionali e possono essere elaborate soltanto mesi dopo.
Proprio mentre si consumava la polemica, il ministero ha diffuso i primi risultati del monitoraggio del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio relativi al periodo 20 maggio-29 giugno. I dati preliminari indicano un aumento significativo della mortalità tra gli over 65 soltanto a Torino, mentre nelle altre città sorvegliate i decessi risultano in linea o inferiori alle attese.
Intanto però dagli ospedali arrivano segnali di pressione. Secondo la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), durante i periodi di caldo estremo gli accessi ai pronto soccorso aumentano in media del 15%, soprattutto per lo scompenso di patologie croniche – insufficienza cardiaca, renale, diabete e malattie respiratorie – più che per colpi di calore in senso stretto. La società scientifica sottolinea inoltre che gli anziani in terapia con farmaci come diuretici e betabloccanti sono tra le categorie più esposte e propone di utilizzare i dati raccolti dai pronto soccorso come sistema di allerta precoce per gli effetti sanitari delle ondate di calore.