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La Nasa cerca “marziani” e “lunari” per un anno di isolamento in vista delle missioni

Dal 2027 quattro selezionati vivranno per dodici mesi in habitat che simulano una missione sulla Luna e su Marte. Obiettivo: testare tecnologie, resistenza umana e vita nello spazio profondo.
La Nasa cerca “marziani” e “lunari” per un anno di isolamento in vista delle missioni
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Se avete sempre sognato di partire per Marte, ci sono una buona notizia e una cattiva. La buona è che la Nasa sta cercando volontari. La cattiva è che, per ora, non si parte davvero: la destinazione è Houston, in Texas, dove sarà simulata una missione di un anno verso la Luna e il Pianeta Rosso. E, soprattutto, la candidatura è riservata ai cittadini statunitensi e ai possessori di Green Card. L’agenzia spaziale americana ha aperto la selezione per la nuova missione Moon and Mars Exploration Analog, un esperimento che inizierà nell’agosto del 2027 e che punta a ricreare il più fedelmente possibile le condizioni di una futura spedizione nello spazio profondo. I candidati saranno sottoposti a una rigorosa valutazione dei requisiti fisici, psicologici e formativi: non basta avere la passione per le stelle, bisogna essere pronti a convivere per dodici mesi con isolamento, spazi ristretti e risorse limitate.

I volontari selezionati- – futuri “marziani” e “lunari” – vivranno e lavoreranno negli habitat sperimentali del Johnson Space Center della Nasa. L’habitat Hera (Human Exploration Research Analog) fungerà da veicolo spaziale, mentre Chapea (Crew Health and Performance Exploration Analog) riprodurrà una base sulla superficie di un altro pianeta. Nel corso della simulazione l’equipaggio affronterà lunghi “viaggi” da e verso la Luna o Marte, effettuerà attività di superficie, comprese passeggiate marziane, e utilizzerà un rover per raggiungere siti di esplorazione lontani dall’habitat principale.

Naturalmente nessuno vedrà davvero il panorama del cratere Jezero o il Mare della Tranquillità. Ma, dal punto di vista scientifico, l’esperienza sarà quanto di più vicino possibile a una vera missione interplanetaria. Durante l’intero anno, i ricercatori monitoreranno lo stato di salute e le prestazioni dell’equipaggio, osservando come il corpo e la mente reagiscono a lunghi periodi di isolamento e a condizioni operative impegnative. I dati raccolti serviranno a verificare l’efficacia di hardware, tecnologie, protocolli e sistemi progettati per sostenere gli astronauti durante le future missioni di lunga durata nello spazio profondo.

L’iniziativa contribuirà inoltre al programma Human Research Program della Nasa, impegnato nello sviluppo di soluzioni innovative per mantenere gli equipaggi in salute, efficienti e pronti ad affrontare le sfide delle prossime esplorazioni lunari e marziane. Insomma, niente finestrino con vista sullo spazio né selfie davanti all’Olimpo Mons. Ma per chi sogna di diventare pioniere dell’esplorazione umana, anche trascorrere un anno chiuso in un habitat nel cuore del Texas potrebbe essere il primo passo verso il futuro. Sul sito della Nasa le informazioni e il bando per partecipare.

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