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Rai sotto attacco e Media Freedom Act ignorato: appuntamento a Roma il 30 giugno contro Telemeloni

Cosa aspettano le opposizioni a scendere in piazza contro la distruzione di quello che resta della Rai?
Rai sotto attacco e Media Freedom Act ignorato: appuntamento a Roma il 30 giugno contro Telemeloni
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Cosa aspettano le opposizioni a scendere in piazza contro la distruzione di quello che resta della Rai, il sequestro della vigilanza, lo smantellamento di Rai3, il tentativo di espellere Report e non solo, l’abrogazione del Media freedom act ad appena un anno dalla sua approvazione?

Forse non è chiaro che quanto sta accadendo è connesso con la legge elettorale: gli imbavagliatori vogliono approvare la legge elettorale a colpi di voto di fiducia, poi correre alle elezioni, nel frattempo vogliono espellere le ultime diversità da Telemeloni, come annunciato in modo pubblico dall’amministratore delegato Rossi.

Cosa significa levare la tutela legale a Sigfrido Ranucci, dopo la querela sequestro annunciata dal signor Cipriani, identica a quella scagliata contro il Fatto? Sperano che Ranucci e la sua squadra, giustamente esasperati, si dimettano, liberino lo spazio per gli amici degli amici.

Che senso ha espellere dai palinsesti un programma storico quale Caterpillar, oppure Stefano Bollani e Valentina Cenni, per non parlare di Stefano Massini, che forse ha la colpa di ridare memoria della loro matrice?

Il tutto accade mentre, nonostante gli appelli di Mattarella, hanno sequestrato la vigilanza, impedendo qualsiasi dibattito nelle sedi istituzionali.

A questo quadro desolante si aggiunga che, il prossimo 8 agosto, sarà passato un anno dalla approvazione del Media freedom act; da allora sono aumentate le querele bavaglio, le minacce verso i cronisti, per non parlare del servizio pubblico, ancor più sotto il controllo dell’esecutivo.

Il giorno 30 giugno si svolgerà a Roma una grande assemblea, promossa dai costituzionalisti e da Articolo 21 sulla legge elettorale, ore 15 al Teatro dei servi: in quella sede lanceremo la proposta di occupare la sede della vigilanza, di portare sotto le sedi della Rai chi vuole contrastare la truffa elettorale e mediatica, di organizzare una protesta davanti alla sede della Commissione europea per chiedere conto del complice silenzio sul Media freedom act. Non è più il tempo di attendere incerti, opportunisti, complici.

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