È morto a 71 anni Antonino Cattaneo: pioniere della ricerca sull’Alzheimer, aveva lavorato anche con Rita Levi Montalcini
Lutto nel mondo della ricerca medica. È morto all’improvviso, mentre era in visita a Milano, il neuroscienziato Antonino Cattaneo, tra i più importanti studiosi del morbo di Alzheimer, aveva 71 anni. Era, tra le altre cose, presidente dell’Ebri (European Brain research institute), l’istituto di ricerca sul cervello fondato da Rita Levi Montalcini.
Dal 2008 al 2024 è stato professore di Fisiologia e direttore del Laboratorio di biologia della Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui era stato anche allievo del corso di Perfezionamento. Autore di oltre 200 pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali, Cattaneo ha condotto ricerche con scoperte pionieristiche e metodi innovativi che hanno aperto nuovi campi. Ha dato contributi fondamentali al settore delle neurotrofine e della malattia di Alzheimer, così come a quello degli anticorpi ricombinanti. I suoi lavori sono alla base di approcci terapeutici innovativi per l’Alzheimer attualmente in fase di sviluppo verso la sperimentazione clinica.
Cattaneo era nato a Pisa il 6 settembre 1954, ma si era poi trasferito a Roma, la città in cui ancora oggi viveva, per laurearsi nel 1976 all’Università Sapienza. Uno dei suoi maestri, nonché professore della sua tesi, era stato Mario Ageno, considerato il padre della biofisica. Nella sua Pisa era tornato per il dottorato di ricerca conseguito alla Scuola Normale Superiore nel 1980, con uno studio sulla codifica delle informazioni visive da parte delle cellule della corteccia visiva. Ha poi lavorato come postdoc e poi come ricercatore con il Premio Nobel, Rita Levi Montalcini, all’Istituto di Neurobiologia del Cnr a Roma, e successivamente con Cesar Milstein, altro Premio Nobel, al Mrc Laboratory of molecular biology di Cambridge in Inghilterra.
Dal 1991 al 2008 è stato ordinario di Biofisica alla Scuola Internazionale di studi superiori avanzati (Sissa) di Trieste, dove è stato direttore di Dipartimento dal 1991 al 1995 e vicedirettore della Sissa dal 1996 al 2001. Dal 2008 era tornato ancora una volta alla Normale, diventata come una seconda casa, in veste di professore ordinario di Fisiologia e direttore del Laboratorio di biologia Bio@Sns, fino al pensionamento nel 2023. È stato insignito di numerosi riconoscimenti e premi scientifici, tra cui il Premio Domenico Marotta dell’Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, la Medaglia W. Jansenius della Accademia Slovacca delle Scienze ed il Premio Internazionale G. Tartufari per la Biologia dall’Accademia nazionale dei Lincei.