È morta Annunziata Verità, la partigiana “che visse due volte” aveva 100 anni
Era la partigiana “che visse due volte”, ma non era un modo di dire. Nel 1944 infatti era sopravvissuta a una fucilazione nazifascista. È morta nella notte a Faenza Annunziata Verità, aveva 100 anni. Sabato 27 giugno ha accusato dei problemi respiratori ed è stata portata in pronto soccorso. Tornata a casa però è venuta a mancare nel suo letto. I funerali si terranno mercoledì mattina in forma civile con un saluto pubblico del Comune e dell’Anpi.
La partigiana faceva la staffetta con il nome di battaglia “Mallì“. Aveva solo 17 anni quando nel 1943 si fidanzò con Marx “Max” Emiliani, un militante dei Gruppi di azione patriottica che fu ucciso dai fascisti il 30 dicembre di quello stesso anno. Otto mesi più tardi anche Annunziata venne catturata ma sopravvisse alla fucilazione perché quel 12 agosto 1944 i proiettili la colpirono solo di striscio. Dopo la morte sfiorata, fuggì sui monti unendosi ad altri militanti Gap, fino alla liberazione di Faenza, il 17 dicembre 1944. Partecipò ai processi del Dopoguerra con le sue preziose testimonianze.
Per molto tempo la partigiana è rimasta in silenzio, tenendo per sé quelle memorie drammatiche ma anche preziose: non raccontò mai a nessuno della sua vita da resistente. È stato solo dopo l’incontro con il giornalista Claudio Visani che Annunziata ha deciso di condividere la sua esperienza. Il frutto del loro dialogo è contenuto nel libro biografico “La ragazza ribelle“, poi diventato anche un graphic novel. “Faenza, la sua città, e l’Italia perdono una figura simbolo della Resistenza e una gran donna – ricorda commosso Visani -. Il primo pensiero va ai nipoti Federica e Alessandro, che abbraccio forte. Per me un grande dolore. Le volevo molto bene”. Il primo febbraio aveva compiuto 100 anni e per l’occasione aveva festeggiato con la comunità della sua amata città natale.